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la storia di un’azienda

Cinquanta candeline per Denny la maglieria che non li dimostra

Cinquanta candeline per Denny la maglieria che non li dimostra

PRATO. Denny ha 50 anni, ma non li dimostra. Li ha compiuti domenica festeggiando il suo primo mezzo secolo in compagnia della famiglia e dei clienti di sempre. Ad averlo condotto fino a questo...

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PRATO. Denny ha 50 anni, ma non li dimostra. Li ha compiuti domenica festeggiando il suo primo mezzo secolo in compagnia della famiglia e dei clienti di sempre. Ad averlo condotto fino a questo importante traguardo è stato Roberto Ciampolini, figlio di Flora Fedi, che nel 1962 aveva fondato quello che allora era soltanto un piccolo laboratorio di maglieria. Nell’arco degli anni ci sono stati alti e bassi e destreggiarsi tra gli ostacoli che si sono presentati ai piccoli imprenditori del settore tessile ha richiesto il coraggio di affrontare molte sfide. Una su tutte, quella che ha portato alla nascita di due collezioni: «Prima lavoravamo molto conto terzi - afferma Ciampolini- per evitare di dipendere dai nostri committenti che con la crisi avevano iniziato a imporci costi sempre più bassi, decidemmo di non disperdere il nostro know how e investirlo in una linea propria». I marchi sono Denny e Flora Fedi, entrambi venduti in Italia e all’estero: «Siamo presenti sui mercati internazionali da metà degli anni Ottanta - racconta - ma riuscire a individuare nuove nicchie sta diventando sempre più importante proprio perché il mercato interno è fermo». L’export è la risposta per agganciare la ripresa: «I mercati con le maggiori potenzialità sono quelli extraeuropei - aggiunge il titolare del maglificio - perché l’Europa non se la passa bene. Con i nostri marchi siamo già presenti negli Usa, in Giappone, in Corea e in Russia, adesso vogliamo consolidare la nostra presenza in questi paesi con la prospettiva di individuare nuovi sbocchi sapendo bene che non è una cosa che può avvenire dall’oggi al domani». In società con sua moglie Antonella Gennari, Ciampolini ha scelto di inseguire il futuro in questo settore puntando tutto sulla qualità anziché sul prezzo. «Il nostro è un prodotto medio alto - spiega - realizziamo due collezioni l’anno utilizzando solo fibre naturali: lana e cachemire per la linea invernale; cotoni e lini per quella estiva. All’interno dell’azienda facciamo controllo qualità, progettazione e prototipazione, mentre la produzione viene fatta all’esterno, quasi tutta nel distretto tessile toscano con qualche eccezione in Umbria, dove ci sono delle eccellenze nel campo della lavorazione del cachemire».

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