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Prato

Bettazzi: «Mai con Firenze». Oggi il consiglio comunale straordinario

Bettazzi: «Mai con Firenze». Oggi il consiglio comunale straordinario

Il presidente dell’assemblea si oppone con forza all’ipotesi di accorpare Firenze, Prato e Pistoia. E pensa ad «azioni forti ed eclatanti»

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"Mai con Firenze, il governo non commetta il gravissimo errore di inglobare Prato nell'area metropolitana fiorentina". Con queste parole il presidente del consiglio comunale, Maurizio Bettazzi, annuncia la seduta straordinaria appena convocata per le ore 18.45 di oggi nel salone consiliare. "Siamo pronti a prendere in considerazione azioni forti ed eclatanti contro un provvedimento ingiusto, incomprensibile e oltremodo dannoso per il nostro territorio, già martoriato da crisi economica e imponenti flussi migratori. La provincia e gli uffici territoriali dello Stato annessi e connessi non si toccano. Per questo chiederemo ai parlamentari eletti in Toscana di togliere immediatamente la fiducia al governo Monti".

Ecco le reazioni della città:

"Questo governo ci sta facendo litigare in tutte le città d’Italia perché pur di salvare se stesso e la sua anomala maggioranza, vorrebbe far passare, prima dell’esito sul quesito referendario per l'abrogazione di tutte le province già presentato dall'Italia dei Valori, una quanto strana e complicata manomissione degli assetti istituzionali gravando sulle territorialità senza aver previsto un piano alternativo", così interviene il coordinatore provinciale dell'Italia dei Valori di Prato, Salvo Ardita sulla questione Province. "L’input che ci eravamo permessi di sostenere stava nell’avviare un processo globale di riforma dello Stato e quello dell’abolizione delle province costituiva un modo per intervenire sui costi della politica - continua Ardita - Ma le province o ci sono o non ci sono! È di questo che occorre discutere e non di manovre scevre del consenso popolare e intriso di amara confusione. La dimostrazione di ciò sta anche nella unanime presa di posizione del presidente della Provincia e del sindaco di del Comune di Prato che sono d’accordo per dire no a questo anomalo allargamento della città metropolitana, che se anche si può spiegare sul piano paesaggistico non può essere tollerato politicamente e istituzionalmente". "C’è poco da fare - conclude il coordinatore provinciale IdV - Paghiamo il prezzo dell’autoritarismo politico. Noi dell’IdV avevamo preferito formulare la ipotesi dell’abolizione delle province in un referendum, unico strumento di democrazia diretta che avrebbe coinvolto tutti i cittadini ad esprimersi sul tema. I parlamentari pratesi diano prova di non tradire il proprio elettorato e i cittadini tutti su un tema votando no a questa confusionaria richiesta governativa".

Sul tema del riordino delle province,  l'assessore Aldo Milone dichiara quanto segue: "Per usare un famoso detto "tanto tuonò che alla fine piovve". Il "boss" della politica toscana, Enrico Rossi, è riuscito nel suo intento, quello di annientare Prato e riportarla sotto "le grinfie" di Firenze. Questo signore ha sempre fatto di Prato una terra di conquista elettorale con il tacito assenso del Pd locale che si guarda bene dal contrariarlo anche perché le candidature politiche a livello regionale e nazionale vengono decise dal loro capo. Inoltre non capisco come il Governo, che ha sempre detto un secco no a qualsiasi deroga, adesso è disponibile fare un eccezione. Ma la legge non prevede che i Comuni confinanti che non fanno parte della città metropolitana devono chiedere loro di farne parte? Quindi ci troviamo di fronte ad un'annessione disposta da volontà politiche altrui. Mi piacerebbe invitare il Ministro Patroni Griffi a visitare Prato e fargli rendere conto di questa realtà cosi complessa che, tra l'altro, creerebbe problemi anche alla città metropolitana. Gli effetti negativi e disastrosi di questa "annessione coatta" ricadranno in breve tempo sulla città con declassamento e anche con eliminazione di diversi uffici periferici dello Stato i cui servizi verranno dirottati su Firenze. Immagino con che faciltà è possibile raggiungere Firenze per usufruire di questi servizi. Il declassamento di Uffici quale la Questura, Il Comando Provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, uffici che hanno già adesso un organico non adeguato alla complessa realtà pratese, comporterebba conseguenze disastrose per il nostro territorio in tema di sicurezza e lotta all'evasione fiscale. Di tutto questo al nostro "boss" toscano non interessa nulla, vero? Ma non è stato il gruppo consiliare del Pd a fare approvare una mozione con cui chiedeva il passaggio alla fascia superiore della Questura? Sono curioso di sapere cosa ne pensano di quest'annessione. Naturalmente nessuno in questo momento può disturbare il manovratore altrimenti, come ho già detto, rischiano ripercussioni politiche. Ho letto anche con che entusiasmo Andrea Barducci, presidente della Provincia di Firenze, ha accolto questa decisione del Governo, a cui vorrei fare una proposta: distribuire equamente i circa 30mila immigrati regolari e i circa 20mila clandestini presenti a Prato in tutta la città metropolitana. Voglio ancora sperare che i nostri rappresentanti in Parlamento riescano a portare avanti questa battaglia e a modificare il decreto. Così i pratesi si renderanno conto chi veramente ha a cuore le sorti della città. "Dulcis in fundo" mi auguro che la magistratura toscana faccia piena luce e in tempi brevi sul "buco" delle varie Asl toscane che sicuramente supera abbondantemente i 400 milioni di euro e chi aveva l'obbligo politico di controllare venga ritenuto responsabile di questo spaventoso spreco (ma sarà solo spreco?) di soldi dei cittadini".

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