L’assessore Silli replica alle accuse di El Pais «Nessun apartheid nei confronti dei cinesi»
Il sindaco Cenni: «Mi rammarico per il giudizio fuorviante nei miei confronti. Non è stata ascoltata la controparte»
PRATO. Il più attrezzato a rispondere ad una bordata politica di un giornale di centrosinistra come El Pais è l'assessore all'integrazione, Giorgio Silli chiamato in causa dal clima di “apartheid” denunciato dai due autori dell'articolo a proposito della comunità cinese: «Non c'è e qualora ci fosse sarebbe colpa loro – taglia corto sul capo d'imputazione riguardante la sua delega –. Si sono rivelati impenetrabili e poco interessati ad un cammino di partecipazione e integrazione. È sufficiente leggere il dato estremamente basso dell'adesione alla sanatoria del governo: circa 1.000 su 25.000 irregolari stimati. È la cartina di tornasole della mancanza di volontà di questa comunità. Del resto ogni settimana io consegno 10-15 cittadinanze agli immigrati che maturano i requisiti. Posso ritenermi fortunato se nell'arco di un mese riesco a conferirla ad un cinese».
El Pais mette in guardia il proprio paese dai pericoli legati alla concorrenza sleale di un distretto cinese organizzato. Questo è l'aspetto valorizzato dal sindaco Cenni: «Mi rammarico per il giudizio fuorviante nei miei confronti, se non altro potevano ascoltare la controparte. Ma sul sistema d'illegalità cinesi in città colgono nel segno». Per il Pd, Massimo Logli un simile giudizio sulla stampa estera è la conferma che Prato «sta attraversando una delle pagine più nere della sua storia. I cittadini sono stufi di far parte di una delle città più razziste d'Europa». All'insegna dello sberleffo in salsa toscana, invece, la reazione dell'eurodeputato leghista Morganti: «Sono disponibile a pagare una vacanza ai due giornalisti in via Pistoiese».
Carlandrea Poli
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