Il Tirreno

Prato

Che genio quel sarto! Tutto Coveri in mostra

di Martina Altigeri
Che genio quel sarto! Tutto Coveri in mostra

Inaugurata nella nuova sede della Camera di Commercio un’esposizione che rende omaggio allo stilista pratese scomparso nel 1990

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PRATO. Apre oggi al pubblico “Coveri Story. Da Prato al made in Italy”, una affascinante mostra dedicata al genio creativo e alla fantasia sartoriale dello stilista pratese Enrico Coveri. Un evento importante che rende omaggio ai quarant’anni di attività della maison e, al tempo stesso, inaugura in grande stile la nuova sede della Camera di Commercio di Prato, inserita all’interno di una storica fabbrica tessile in via del Romito, recuperata con gusto e moderni accorgimenti. Coveri, scomparso prematuramente nel 1990 all’età di soli trentotto anni, ha lasciato un patrimonio straordinario di abiti, fotografie, accessori e questa mostra cerca proprio di restituire al pubblico la grandezza espressiva della sua ricerca e di trasmettere la vitalità e l’energia positiva che lo stesso stilista sapeva diffondere a chi gli stava intorno.

La presentazione dell’evento è avvenuta ieri alla presenza del presidente della Camera di Commercio, Carlo Longo, del direttore artistico della casa di moda Francesco Martini Coveri, e dei curatori della mostra, Martina Corgnati, Ugo Volli e Luigi Salvioli.

Per tutti, Enrico Coveri è stato un pioniere dei gusti e della moda. E’ stato una sferzata di allegria nei cupi Anni ’70 e un simbolo internazionale del glamour degli Anni ’80. Da Prato a Parigi e poi a New York, il suo passo non è poi stato così lungo. Il talento innato, emerso negli studi di disegno al liceo artistico di Pistoia, si è fatto presto apprezzare prima nei saloni fiorentini e circa cinque anni dopo nella più importante città della moda, Parigi. E pensare che aveva solo 25 anni.

Si afferma all’estero come stilista innovativo, originale, inventore di uno stile fresco, brillante, rivolto a tutta la famiglia.

A lui si deve la scoperta di tante modelle diventate poi celebri, come Naomi Campbell, Milla Jovovich, Claudia Schiffer, giovanissime e ancora sconosciute. Fotografi illustri come François Lamy, Bill King, Oliviero Toscani firmavano le campagne pubblicitarie della sua casa di moda.

E vicino a lui tanti amici, dell’arte e dello spettacolo, della musica e del cinema, che a livello mondiale lo stimavano per il suo stile ed anche per la sua cordialità. La mostra è un’originale tavolozza di colori da cui spuntano abiti luccicanti di paillettes, quadri realizzati per lui da artisti internazionali o dei quali si era circondato, video di alcune sue importanti sfilate, scatti pubblicitari con capi e accessori Coveri style. L’Italia negli Anni ’70 non viveva una fase molto felice.

«Era un periodo angoscioso, vi era paura per le strade, la crisi economica mordeva – ricorda il curatore Volli – Da questa situazione così negativa però ne siamo usciti proprio grazie all’espressività, e la moda fu la bandiera di questa rinascita. Enrico Coveri seppe interpretare questo cambiamento perché aveva una visione del mondo positiva».

Ed è stata quella la fase più creativa e importante anche per l’industria pratese, che comincia a farsi conoscere nel mondo per la sua qualità. L’Italia di oggi non è così diversa da quella di quarant’anni fa. L’incertezza sociale e le difficoltà economiche sono ancora lì e forti fanno sentire la loro voce. Il messaggio di Volli è però incoraggiante: «La moda di Coveri è stata un’esperienza positiva e allegra, che è servita all’Italia. Così come ha fatto lui, si può ripartire da Prato, dalle nostre città storiche, per riconquistare il mondo».

La mostra, aperta al pubblico ad ingresso gratuito, resterà visitabile fino al 18 gennaio. E’ un’esperienza visiva importante che può arricchire i giovani stilisti e tutti i cittadini che con affetto ricordano questo creatore originale

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