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E’ uscito il nuovo libro di Miki, la regina del fantasy
Ha 37 anni, pratese, laureata in ingegneria meccanica Monticelli è la scrittrice di punta della Piemme
PRATO. E' pratese una delle scrittrici fantasy più in voga del momento. Stiamo parlando di Michela Monticelli, detta "Miki" che lo scorso 16 ottobre ha pubblicato il suo ottavo libro, edito da Piemme. Sarà che il genere fantasy è un po'di nicchia e che il lettore medio, in tanti casi, si è fermato ad Harry Potter, ma del successo di Michela in città, fino ad oggi, si è parlato poco. Eppure Miki ( trentasette anni e una laurea in ingegneria meccanica) è quello che si dice un vero talento letterario, una che è riuscita a pubblicare con fatica, dopo aver sottoposto i propri manoscritti al giudizio delle case editrici. E la risposta alla fine è arrivata. Cinque anni fa le Edizioni Piemme le hanno proposto di pubblicare per la collana Freeway. Da allora, per Michela, scrivere è diventato un lavoro.
Il suo ultimo libro "Il maestro degli inganni" terza tappa della trilogia della Scacchiera nera, è in edicola da qualche giorno, mentre sul blog della scrittrice (http://mikimonticelli.wordpress.com/) fioccano i commenti dei fan e dei lettori. L'abbiamo incontrata alla libreria Mondadori di Prato subito dopo l'uscita del nuovo libro.
Partiamo dal principio. Com'è che dalla meccanica sei passata alle saghe fantasy?
«Il salto è avvenuto gradualmente. Diciamo che prima di scrivere ho cominciato a disegnare e a scarabocchiare come passatempo, poi i disegni sono diventate piccole storie, che spesso scrivevo tra una lezione e l'altra all'università. Ho fatto il liceo classico e ho sempre divorato molti libri, fantasy e non…Poi a un certo punto ho cominciato a inviare i miei lavori alle case editrici, finchè qualcuno mi ha risposto».
Quanto tempo è passato prima che ti contattasse la Piemme?
«Non ricordo di preciso, credo un anno, un anno e mezzo. Sono stata abbastanza fortunata, a volte le attese durano per anni, specie per un'opera prima. Dal mio primo manoscritto, apportando alcune modifiche, abbiamo ricavato due volumi: "Il libro prigioniero" e "La pietra nera", a cui poi è seguito un terzo, "I sette cardini". Una trilogia rivolta a un pubblico di pre-teen».
Ormai scrivere è diventato il tuo lavoro. Pensi di aver trovato la tua strada?
«Per adesso sì. In cinque anni ho pubblicato otto libri e sono in cantiere nuovi lavori. Scrivere m'impegna molto, non troverei il tempo per un altro lavoro, spero di continuare così».
Nonostante il tuo successo, a Prato non tutti ti conoscono. Non ti piacerebbe promuovere i tuoi lavori in città?
« Non sono molto autocelebrativa- confessa. Credo che il fatto che a Prato non tutti mi conoscano dipenda un po' dal genere dei miei lavori. Il fantasy è un settore di nicchia, un mondo a parte, se avessi pubblicato otto libri di narrativa a quest'ora di sicuro sarei più popolare. Quanto alla promozione, quando uscì il mio primo libro, feci un giro di presentazioni nelle scuole del territorio, poi sono sempre stata più promossa altrove. Ho partecipato al festival di Rimini, al Lucca Comix e ad alcuni festival di Milano. Anche se il mio momento di gloria è venuto l'anno scorso, quando sono arrivata in finale al Bancarellino. I miei libri, grazie al lavoro del gruppo Mondadori, oggi sono venduti in cinque paesi".
Torniamo al fantasy. Com'è che hai capito che era il tuo genere?
«A undici anni avevo già letto tutti gli Hobbit, ho sempre provato un certo fascino per l'horror e il soprannaturale. Tuttavia mi piace credere in un'accezione più ampia del fantasy».
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