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Prato sempre più insicura ma è il lavoro la priorità

Prato sempre più insicura ma è il lavoro la priorità

I dati del terzo rapporto della Regione Toscana e di Anci: timori e preoccupazioni balzano dal 15,5 del 2010 al 26,5 dell’anno scorso. Il 37% ha paura a uscire la sera

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PRATO. I toscani si sentono un po' meno sicuri. Ma non tutti. E non tutti allo stesso modo. A Prato, per esempio, la percezione d’insicurezza ha avuto un impennata nel 2011 passando dal 15,5% del 2010 al 26,5 dell’anno scorso. Il dato è emerso nel convegno organizzato ieri a Firenze dalla Regione Toscana, Emilia Romagna e Liguria e da Anci , durante il quale è stato presentato il terzo rapporto d’indagine, appunto, sulla percezione di sicurezza dei cittadini Toscani.

Prato, in quanto a timori, si colloca nelle posizioni di testa della classifica, solo dietro a Lucca, provincia nella quale la percezione d’insicurezza unita a quella del degrado ha portato al raddoppio: dal 15,4 al 29,4. Unica eccezione Arezzo, provincia in cui i residenti che percepiscono un aumento della criminalità sono meno nel 2011 che nel 2010: il 14 per cento contro il 14,1. Pistoia, invece conferma la tendenza: dall’8,4 del 2010 all 13,9 del 2011 come, d’altro canto, Grosseto provincia nella quale la percezione d’insicurezza è triplicata passando dal 7,9% al 22%.

Prato, però, nei sondaggi effettuati, resta la città con i numeri più alti. Ad uscire la sera non si sente per nulla sicuro il 37% dei cittadini intervistati (era il 34,5% nel 2010, il 29,2% nel 2009) il dato più alto di tutta la Toscana. Altro risultato al “top”, quello relativo alla percezione di insicurezza quando si esce di giorno da soli: il timore è avvertito dal 19,8% degli intervistati (erano il 17,6 nel 2010, il 14,1 nel 2009). Secondo i risultati della ricerca a Prato è anche più facile imbattersi in persone che si drogano (lo dichiara il 17,3%, contro l'11,3% dell'intera regione) ed è più facile trovare siringhe in terra (20%), persone che spacciano (17,7%), ubriachi che molestano i passanti (11,7%) e prostitute in cerca di clienti (27,9%).

Anche se i reati aumentano in Italia e ancora di più in Toscana, quello della sicurezza non è, comunque, il primo problema dei toscani: per più di 7 cittadini su 10 la priorità assoluta resta il lavoro con la sicurezza che si colloca al terzo posto. Al secondo si fa strada la richiesta di un più forte contrasto all’evasione fiscale (dal 29% del 2010 al 39 del 2011). Per l’assessore regionale al Welfare Salvatore Allocca «un atteggiamento molto diffuso è quello di misurare la nostra paura non tanto rispetto all'esperienza diretta ma rispetto a quella che ci viene presentata o raccontata. La cultura della paura - ha proseguito - e l'errata valutazione del rischio sono due elementi fondamentali che incidono sulla percezione della sicurezza».

Se dall’indagine crescono ansie e preoccupazioni nella vita di tutti i giorni legate soprattutto alla piccola criminalità, poco o niente emerge riguardo la paura per la grande criminalità organizzata che pure esiste, quella delle infiltrazioni e degli investimenti illeciti di camorra e 'ndrangheta, ma anche criminalità russa, cinese, albanese, nigeriana e romena. Si avvertono anche di più situazioni di degrado e scarso senso civico. Percepiscono un maggior senso di insicurezza soprattutto donne ed anziani. Chiara e semplice la ricetta proposta: i toscani chiedono solo un maggior numero di agenti sul territorio, considerato di per sé un deterrente sufficiente. Oppure, come ha risposto il 91,3% di un campione di 600 residenti intervistati a Prato nel 2010, «creando nuovi posti di lavoro» e subito dopo «assistendo le persone in difficoltà».

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di Redazione web