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Prato

Il “porta a porta” si allarga all’area sud coinvolti in 26mila

Il “porta a porta” si allarga all’area sud coinvolti in 26mila

Borchi e Gensini: «Così limiteremo la saturazione dei cassonetti con gli scarti delle lavorazioni cinesi»

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PRATO. Porta a porta, il Comune ha deciso un’accelerazione: entro la fine dell’anno o al massimo durante le prime settimane del 2013, la raccolta che prevede la scomparsa dei cassonetti sarà allargata all’intera area sud della città. Un’operazione che riguarderà circa 26mila cittadini e sette tra quartieri e frazioni: le Fontanelle, Paperino, San Giorgio a Colonica, Castelnuovo, Casale, Tobbiana e Vergaio, con l’esclusione, per il momento, delle Badie. «Estendere il “porta a porta” - spiega il vicesindaco con delega all’Ambiente Goffredo Borchi - è necessario per un duplice motivo: aumentare il più possibile la quota di raccolta differenziata e bloccare la migrazione del conferimento dei rifiuti». Cosa significa? Che nei cassonetti della zona sud di Prato, vengono lasciati non solo i rifiuti dell’area del Montalbano, Poggio a Caiano e Carmignano «che hanno iniziato il “porta a porta” solo da qualche mese - continua Borchi - e non avendo a disposizione un numero sufficiente di isole ecologiche (con consentono il conferimento dei rifiuti in piena autonomia senza attendere i giorni della raccolta di Asm ndr) caricano i sacchi in auto e li lasciano nei cassonetti a loro più vicini», ma vengono riempiti e spesso saturati anche dagli scarti delle lavorazioni delle aziende di confezioni cinesi che operano nel Macrolotto Uno e in quello industriale di Iolo. Risultato: cassonetti inutilizzabili da parte delle famiglie e interventi d’urgenza di Asm per eliminare le sempre più frequenti mini-discariche a cielo aperto di fianco ai contenitori per i rifiuti e lungo strade e marciapiedi.

«Proprio per affrontare questo problema - spiega Sandro Gensini, direttore di Asm - l’azienda è in fase di riorganizzazione del servizio». Che prevede l’individuazione di quella aziende che abbandonando gli scarti di lavorazione nei cassonetti (operazione non così complessa da quando è stato istituito il cassonetto personalizzato per le imprese), una diversa catalogazione del rifiuto: da urbano a speciale con, di conseguenza, un diverso tipo di raccolta: «I rifiuti speciali - aggiunge Gensini - vanno smaltiti autonomamente e pagando a parte: un servizio che anche Asm è in grado di fare». Con il “porta a porta” nell’area sud e la scomparsa dei cassonetti, la questione dei conferimenti impropri dovrebbe essere risolta alla radice.

Per un problema che va, un altro che viene: quello dei costi che finiscono direttamente in bolletta. Il “porta a porta” è caro: «mediamente - continua Gensini - ha un costo tra il 5 e l’8% in più della raccolta normale, che però, fino a oggi, abbiamo trasferito solo in parte in bolletta». «Cercheremo - conclude il vicesindaco Borchi - di contenere gli aumenti attraverso i benefici della raccolta differenziata».

Cristina Orsini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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