Coltivare un po’ di terra in segno di solidarietà
Intorno all’esperienza della fattoria didattica Animal House sta crescendo il progetto sociale “Adotta un agricoltore”. Nato un gruppo di acquisto solidale
PRATO. Nonostante il maltempo tante persone non hanno perso occasione per tornare alla fattoria didattica Animal House, per la semina degli ortaggi autunnali e saperne di più sul progetto "Adotta un agricoltore" il percorso di agricoltura sociale ideato dall'Associazione Di.a.psi.gra con l'Associazione Sportiva Dilettantistica Aurora e l'Associazione Terra di Mezzo. Il progetto ha già avuto le prime adesioni tra le famiglie pratesi che hanno scelto di "adottare" un pezzo di terra e coltivarlo portando avanti, insieme agli utenti, ai volontari, ai professionisti e ai familiari delle associazioni coinvolte, tutte le attività legate all'orto. Grazie ad "Adotta un agricoltore" intanto è stato costituito il primo Gas - Gruppo di acquisto solidale - "La bandaccia" con volontari, familiari e utenti che hanno contribuito fino ad oggi a valorizzare l'orto e si sono presi cura dell'ambiente.
A metà mattina la conversazione sulla salute mentale condotta dalla dottoressa Francesca Drovandi in cui sono intervenuti tra gli altri Giorgio Cioni presidente Associazione Di.a.psi.gra Difesa malati psichici gravi di Prato, Cristina Tacconi, vicepresidente della Delegazione del Cesvot di Prato, Bruno Cravedi direttore generale della Asl 4, Riccardo Poli, direttore della Società della Salute di Prato, Giuliano Pio Casu direttore Unità Funzionale Salute Mentale Adulti ASL 4, Pasquale Scala, responsabile area educativa della casa circondariale La Dogaia di Prato. Per le associazioni - oltre a Di.a.psi.gra, Aurora e Terra di mezzo, sono intervenuti rappresentanti di Nuove Idee, Via del Campo, Coop. Alice, Libera, Uisp solidarietà, ma anche volontari, educatori, utenti che vivono in situazioni di disagio ed ex carcerati - è stato un importante momento di confronto sul significato di "fare volontariato" e sulle attività svolte e i percorsi di riabilitazione e integrazione sociale avviati da associazioni e cooperative. «Il mondo dell'associazionismo è molto più rapido nel "fare" rispetto all'ente pubblico - ha detto Tacconi vicepresidente Cesvot di Prato e volontaria di Di.a.psi.gra - c'è necessità di imparare ad ascoltarci a vicenda. Di lavorare insieme se ne parla spesso ma occorre anche fermarsi a capire cosa significa davvero e credo che questo sia un passaggio più che altro culturale da fare sia per le istituzioni, che spesso sono troppo autoreferenziali, sia per l'associazionismo che deve imparare a capire i vincoli strutturali che l'ente ha rispetto a un'associazione. Il volontariato non è solo qualcosa di 'utile' perché offre dei servizi che l'ente non riesce più a sostenere ma anche una realtà da valorizzare per trovare nuovi percorsi condivisi e co-progettare».
«L'associazionismo è il futuro della salute mentale e qui riesce a dare risposte concrete - ha osservato Casu - a Prato sono nati progetti d'eccellenza come questo ad Animal House, percorsi di riabilitazione che hanno portato anche alla nascita di imprese sociali ed è importante che il volontariato continui su questa strada e mantenga una sua autonomia con l'obiettivo, comune alle istituzioni, dell'emancipazione dai servizi».«Sulla salute mentale non sono molte le città che possono vantare realtà attive nel volontariato come a Prato dove le associazioni lavorano insieme, sono molto operative e poco litigiose - ha aggiunto Poli che ha puntato il dito contro i tagli al Fondo sociale previsti per i prossimi anni dal Ministro Fornero - anche il servizio pubblico da parte sua dovrebbe aprirsi di più a queste realtà perché l'auto-aiuto è senza dubbio importante quando si parla di salute mentale ma anche il servizio pubblico deve mantenere certe competenze».
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