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Prato

Insospettabile trafficante di eroina condannato a 4 anni

Insospettabile trafficante di eroina condannato a 4 anni

Ex barista residente a Montemurlo porta dieci chili di droga dal Pakistan, ma all’aeroporto di Milano gliele smarriscono. Quando le ritrova viene arrestato

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Deve aver passato un brutto quarto d’ora, il signor Antonio Esposito, 56 anni, l’8 gennaio di quest’anno. Quel giorno Esposito, residente a Montemurlo, era in arrivo all’aeroporto di Milano, proveniente dal Pakistan, dopo aver fatto scalo a Dubai e Zurigo. Ma il suo non era un semplice viaggio di piacere. In un paio di apparentemente normali valigie, Esposito aveva nascosto oltre 10 chili di eroina made in Pakistan, che stava portando a Prato su disposizione di un paio di pachistani, Sayed Imran Abbas e il fratello, che è anche genero di Esposito avendone sposato la figlia. Facile immaginarsi quanto fosse nervoso andando a ritirare il bagaglio, e il panico che lo deve aver preso quando scoprì che le valigie erano state smarrite.

Solo lui poteva sapere il valore di quel bagaglio, e il rischio mortale di dover dire a un trafficante di aver smarrito 10 chili di eroina, con la quasi certezza di non essere creduto. Nel giro di poche ore, comunque, le due valigie furono ritrovate e gli furono restituite (lui intanto era tornato in treno a casa), ma la sua sorte era segnata. Durante il viaggio in macchina verso Prato, al casello di Prato Est, fu fermato da un’auto civetta della Divisione anticrimine della Questura di Prato e trovato in possesso della droga.

Ovviamente i poliziotti sapevano che c’era l’eroina nelle valigie perché Esposito era da tempo intercettato, insieme ai due fratelli pachistani, nell’ambito di un’inchiesta su un traffico internazionale di stupefacenti dal Pakistan all’Europa.

Secondo quanto poi ricostruito dagli inquirenti, Esposito, ex barista, era stato usato per trasportare l’ingente carico di droga in quanto insospettabile. Qualche giorno prima era partito per il Pakistan insieme al genero che rimase nel paese d’origine, ed è tuttora latitante. In manette invece finirono Esposito e Sayed Imran Abbas, che ieri , difesi da Costanza Malerba e Antonio Bertei, sono comparsi davanti al giudice dell’udienza preliminare Paola Belsito, nel processo con rito abbreviato.

L’ex barista di Montemurlo ha offerto un’ampia collaborazione, così come l’imputato pachistano. Per questo la pena inflitta dal giudice è stata relativamente mite: 4 anni e quattro mesi di reclusione.

Il gup Belsito ha ritenuto le attenuanti prevalenti sull’aggravante dell’ingente quantità di droga trasportata e così ha contenuto la condanna sotto i cinque anni, non molti per dieci chili di eroina. Resta da rintracciare il terzo imputato, che come detto potrebbe trovarsi ancora in Pakistan e probabilmente non ha alcuna voglia di prendere un volo per l’Italia.

Paolo Nencioni

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