Il presidio
Sale giochi lontane da scuole e chiese i titolari sono scettici
Ciofi: «Misura inutile, meglio intensificare i controlli» Prinzi: «Chi vuol giocare è disposto a fare anche chilometri»
PRATO. Prendete un compasso e disegnate un cerchio intorno a una scuola. Poi ancora un altro intorno a una chiesa, un altro ancora intorno all’ospedale. Prendete poi le misure giuste: nel raggio di 500 metri non dovranno più spuntare sale o bar con slot machine. In una città come Prato dove gli affari delle sale slot volano grazie anche alla clientela cinese, tra le più affezionate al gioco d’azzardo, potrebbero essere dolori.
Così vorrebbe il governo Monti, sempre che il decreto allo studio del consiglio dei ministri vada in porto. Se succedesse, le slot machine dovrebbero girare alla larga da luoghi “sensibili” come scuole, chiese, luoghi di aggregazione giovanile e ospedali, a una distanza di almeno 500 metri dai luoghi frequentati dai giovani.
Provate però ad andare a dirlo a gestori di sale da gioco come la “Winner” di piazza Ciardi che si trova a pochi passi dalla chiesa di Sant’Agostino e dal Pin universitario (sulla proposta di legge si parla di ogni istituto “di ordine e grado”), oppure all’Extragiochi di piazza Mercatale da cui non è lontana la chiesa di San Bartolomeo dall’altra parte della piazza. Che fine farebbero, visto che non è dato sapere se l’eventuale misura interesserà le nuove aperture oppure avrà effetto retroattivo?
«Misura inutile. Esiste già il divieto ai minori di usare le slot, semmai sarebbe più incisivo intensificare i controlli e le sanzioni ai trasgressori piuttosto che aumentare le distanze – fa notare Fabio Ciofi, al timone di un piccolo colosso dell’industria di sale da gioco cui fanno capo cinque sale a Prato (la sede è a Santa Lucia), altre in procinto di apertura a La Spezia e Livorno -. Oltretutto non è che possono farci fare le valigie così su due piedi: trasferire una sala giochi non è come trasferire un negozio di abbigliamento».
Nel caso dell’Extragiochi, il dubbio è che per rispettare la distanza dei 500 metri anche la sala giochi di viale Galilei (angolo con piazza del Mercato Nuovo) possa ritrovarsi con i bastoni fra le ruote. «Finché non leggo la norma in Gazzetta ufficiale sono tranquillo ma a Firenze, ad esempio, sorge una scuola a 200 metri dalla sala giochi in zona Osmannoro», puntualizza Ciofi.
Acque agitate anche al Golden Cherry all’Omnia Center dove non hanno bisogno di paletti di distanza geografica per tenere lontani i ragazzini dalla tentazione del gioco. «Qui non solo ci preoccupiamo di far rispettare il divieto esistente, ma s’impedisce l’accesso ai bambini che fanno capolino, magari passeggiando insieme ai genitori dentro l’Omnia», fa notare il titolare Nico Prinzi.
La sua sala è molto vicina al polo scolastico di via Reggiana ma, rientrando comunque nel raggio di 500 metri di distanza, non dovrebbe correre rischi. «Si tratta di un limite più psicologico che pratico perché alla fine, chi vuole giocare è disposto a fare anche un chilometro in più. La differenza – sottolinea Prinzi - la fanno la correttezza e la professionalità degli operatori del settore». Ragazzini alle macchinette, insomma, non se ne vedono da queste parti. Un altro capito sono i bar che riservano un angolo alle slot: ce sono a decine a Prato, molti nelle vicinanze delle scuole. E come se non bastasse, a giugno il Comune ha approvato un nuovo regolamento per i locali da gioco, ammettendo come distanza necessaria quella dei 200 metri da luoghi sensibili come scuole, chiese, ospedali e cimiteri. «E se nel frattempo qualcuno ha costruito la sala a 300 metri? Tutto da rifare? Il rischio – conclude Prinzi - è che si navighi in una sorta di limbo» .
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
