Italia
La Provincia boccia la carta urbanistica: contraddittoria
L’assessore Beltrame: «Il Comune mette in trasformazione 600 ettari di aree agricole, a rischio il sistema dei borghi»
PRATO. «Il Comune sostiene che il consumo di nuovo territorio nel Piano strutturale adottato è solo del 4%. Vero. Ma è la qualità dei territori messi in gioco che ci preoccupa: ai piedi della Calvana, pezzi di Parco della Piana, i corridoi verdi che separano e rendono autonomi i borghi che rappresentano uno dei sistemi che caratterizza Prato». L’assessore al Territorio della Provincia Alessio Beltrame ha appena concluso, con il supporto degli uffici tecnici, le osservazioni al Piano strutturale del Comune. «Il risultato - dice - è una bocciatura totale: il Piano non è adeguato alle necessità del territorio e la speranza è - aggiunge - che il Comune recepisca le nostre indicazioni per un sensibile miglioramento».
Seicento ettari trasformabili . «Il nodo di fondo del Piano strutturale - prosegue Beltrame - che noi evidenziamo con forza nelle osservazioni, riguarda la salvaguardia del territorio che viene contraddetta nei fatti». Carta e numeri alla mano, il Piano strutturale del Comune, secondo l’ analisi della Provincia, prevede nuove destinazioni d’uso per 28,43 ettari di terreni che nel Prg vigente erano esclusivamente a uso agricolo (un vincolo forte) e che ora sono diventate aree urbane (sulle quali cioè poter intervenire per trasformazioni urbanistiche). Si tratta di aree che seguono i contorni nella Calvana: Santa Lucia, aree dietro la Pietà, terreni alla Castellina, all’altezza di Ponte Petrino, territori delle Querce e di Pizzidimonte. Altri 290 ettari il Piano strutturale li trasforma da prevalentemente agricoli (vincolati ma meno) a urbani: «Ed è qui che le frazioni rischiano di essere collegate tra loro - precisa Beltrame - da colate di cemento».
A macchia di leopardo i territori divenuti trasformabili: si va da porzioni lungo tutto il tracciato dell’autostrada A3, a Mezzana, il corridoio verde del Macrolotto due, Casale, aree tra Sant’Ippolito e Mazzone, due terreni che lambiscono il sito del nuovo ospedale a nord e sud (i territori di Capezzana sono tra quelli “papabili” per il nuovo stadio), un terreno tra Paperino e San Giorgio (sul quale, nelle tavole presentate dal Comune all’Urban Center, compariva come “suggestione” un nuovo insediamento artigianale), terreni a Mezzana e terreni lungo la tangenziale nord. Altri 318 ettari «sono stati, e non se ne capisce il motivo - commenta Beltrame, “declassati” da esclusivamente agricoli a prevalentemente agricoli «lasciando così la porta aperta a trasformazioni successive». Si tratta di terreni pregiati: l’area attorno alle Cascine di Tavola i terreni che confinano con Tavola, terreni a Casale e a Galciana, quasi tutti all’interno del Parco della Piana.
Piano a maglie larghe. «In totale - continua Beltrame - prendendo anche in considerazione i 10 ettari che da bosco sono diventati urbani, si tratta di quasi 650 ettari di terreni vergini che il regolamento urbanistico potrà trasformare». Ed è un’altra delle critiche rilevate nelle osservazioni: «Si delega troppo al regolamento e si affida a questo anche la valutazione degli effetti delle trasformazioni - è il giudizio - Una modalità che giudichiamo molto negativa perché rende il Piano debole, non in grado di dare indirizzi e quindi difficilmente controllabile sul fronte dello sviluppo sostenibile». «Lo strumento urbanistico che noi vorremmo- continua - punta alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente anche dal punto di vista energetico e sismico diventando un volano di sviluppo, non consuma territorio, impiega l’innovazione tecnologica e prevede funzioni e infrastrutture d’aree metropolitana». Di tutto questo nel Piano del Comune, secondo Beltrame, non c’è proprio nulla.
Le contraddizioni. «Inoltre il Piano strutturale - dice l’assessore - entra in contraddizione con le previsioni del Ptc (il piano urbanistico della Provincia ndr) in molte parti». A cominciare dal raddoppio al Soccorso, per arrivare a cambio di destinazione d’uso dei manufatti nel Parco dell’Ippodromo, continuando con la destinazione futura dell’area ospedaliera per terminare con le infrastrutture d’area: il Ptc prevede una metropolitana da Campi a Lucca passando a sud del centro di Prato e il Piano strutturale non ne fa menzione.
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