Sicurezza
Dieci coltellate sul corpo di Tang
L’autopsia svela una nuova verità. Convalidato il fermo del presunto assassino
PRATO. Non sono state quattro bensì almeno dieci le coltellate che hanno posto fine alla vita di Tang Wenchu. E mortale sarebbe stata quella che ha reciso una vena cava.
Lo ha appurato il dottor Brunero Begliomini che ha effettuato l’autopsia sul corpo del cinquantatreenne trovato assassinato domenica sera nel piazzale dell’ex Lanificio Fedora in via Albano Laziale al Macrolotto. La relazione completa sull’autopsia non è stata ovviamente ancora consegnata al sostituto procuratore della Repubblica, Roberta Pieri, ma queste sono sicuramente le prime novità più evidenti rispetto a quanto emerso in un primo momento.
Si è trattato quindi di una furia omicida quella che si è impossessata di Huang Languang , il presunto assassino fermato a Sanremo poco prima che riuscisse ad attraversare il confine con la Francia.
Quest’ultimo è comparso ieri mattina davanti al giudice di Imperia che ha convalidato il fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di omicidio. L’orientale si è avvalso della facoltà di non rispondere ed ha nominato anche due legali di fiducia, un’avvocatessa di Milano, e l’avvocato Nino Filastò di Firenze. Nei prossimi giorni dovrebbe essere trasferito nella casa circondariale della Dogaia a Prato.
Gli investigatori continuano a catalogare le prove e sembrano fondamentali i video che hanno ripreso Tang Wenchu e Huang Languang mentre litigano davanti ad un bar in via Roma e poi si avviano insieme a piedi verso via Albano Laziale dove, evidentemente c’è stata una nuova lite che si è chiusa con l’accoltellamento.
L’operazione della Squadra mobile ha ricevuto il plauso anche del segretario regionale del Siap, Peppe Crupi che ne ha approfittato per ricordare che la Questura di Prato è in attesa di essere inserita nella fascia superiore, riconoscimento fondamentale per ottenere i necessari rinforzi.(p.p.)
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