Il presidio
Piano strutturale: le critiche degli industriali «Variante predisposta senza ascoltarci»
Il presidente Ance e delegato dell’Unione per l’Urbanistica Moreno Torri avanza alcune proposte in materia di infrastrutture e interventi edilizi
«Nella variante generale del piano strutturale del Comune di Prato ci sono molti aspetti che riteniamo debbano essere modificati e migliorati. In parte si tratterà senz'altro di scelte pienamente consapevoli da parte dell'amministrazione comunale, per quanto dal nostro punto di vista opinabili; ma in altri casi il confronto con le categorie economiche avrebbe probabilmente migliorato molto il testo. Peccato che il confronto non ci sia stato e che ci troviamo solo ora a poterci avvalere del diritto di formulare, nei 60 giorni di legge, le osservazioni ad un testo già predisposto».
Così Moreno Paolo Torri, presidente di Ance Prato e delegato della Presidenza dell'Unione Industriale Pratese per l'urbanistica, commenta la variante al piano strutturale. Lo strumento è di per sé importante, andando a ridefinire scelte sia infrastrutturali sia di normativa tecnica e di attuazione: a maggior ragione preoccupano le manchevolezze che si riscontrano nella variante.
Fra gli aspetti della variante che recepiscono suggerimenti ormai "storici" di parte industriale l'introduzione della "perequazione urbanistica" e la previsione di un collegamento diretto del casello Prato est della A11 con il Macrolotto 2.
Le osservazioni critiche, o comunque richieste di affinamento, che Unione e Ance formulano riguardo ad altri aspetti della variante partono dal presupposto che la vocazione manifatturiera, soprattutto tessile, del territorio debba beneficiare della massima salvaguardia. Fra i temi toccati, molti dei quali portati ormai da molti anni all'attenzione del Comune di Prato: gli interventi a favore dello sviluppo dell'interporto, la creazione di un sistema aeroportuale degno di questo nome, una metropolitana di superficie sull'attuale linea ferroviaria Prato-Firenze,una metrotramvia lungo la declassata». Spiega ancora Torri: «Obiettivo ambizioso e al momento forse irrealistico, ma questa potrebbe essere una bella realizzazione, utile a tanti; non si può dire lo stesso dell'ipotesi presente nella variante di una metrotramvia stazione di Prato-Questura-futura linea ferroviaria di Campi Bisenzio, la cui utilità appare quantomeno dubbia, la realizzazione della 3a corsia della A11,collegamenti efficienti fra la 2a tangenziale ed i macrolotti: la variante prevede soluzioni inadeguate attraverso l'abitato di Iolo, il celere adeguamento della declassata nell'area via Roma/via del Purgatorio». «Una maggiore elasticità - prosegue Torri - nel criterio di salvaguardia introdotto per gli edifici precedenti al 1954: questi infatti godrebbero di tutele particolari che limiterebbero fortemente gli interventi». «La possibilità di adeguamenti - aggiunge Torri - , ristrutturazioni e ampliamenti di immobili non agricoli ricadenti in aree oggi individuate come a vocazione agricola: vi sono casi non frequenti ma significativi di imprese ubicate in tali aree e "paralizzate" rispetto ad ogni intervento sull'immobile che le ospita. Analoghe considerazioni, anche se con motivazioni tecniche diverse, riguardano anche limitazioni agli interventi di ristrutturazione edilizia in altre aree, inclusi i macrolotti».
«La variante lascia senza soluzione molti problemi rilevanti per le imprese e per i cittadini - conclude Torri - ignora inoltre strumenti come i fondi immobiliari che potrebbero ovviare alla mancanza della liquidità necessaria per la realizzazione di tanti interventi».
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