Italia
Carlesi replica a Milone: «Gli affari coi cinesi non li ho fatti io ma te»
Il capogruppo del Pd risponde alle gravi accuse lanciate dall’assessore alla Sicurezza
«Nel giustificare l'ingiustificabile, l'assessore alla sicurezza Aldo Milone pone sullo stesso piano la sciagurata frase razzista del suo sodale Giancarlo Auzzi e quello che sarebbe il comportamento, per lui sbagliato, del suo ex partito, vale a dire il Pd. Lo fa per altro tardi, sperando d'evitare risposte». Lo dichiara il capogruppo dei democratici in Comune, Massimo Carlesi.
«Non avremmo bisogno di giustificarci né di rispondere a Milone, visto che in questi tre anni siamo stati noi ad essere ricevuti in Questura e in Prefettura, laddove abbiamo chiesto un potenziamento degli organici per alleviare i pesi a chi ogni giorno opera sul campo, e non a parole, e per combattere al meglio illegalità e delinquenza», aggiunge Carlesi.
«Leggere una lunga tiritera su Pd e cinesi non mi avrebbe stupito più di tanto - continua il capogruppo - Accostare l'operato di amministrazioni delle quali lo stesso Milone ha fatto parte a chi non sa che sputare sentenze che fanno rabbrividire e ricordano il nazismo, mi provoca però sdegno. Ed è bene che si sappia, a questo punto, che di connivenze con gli orientali lo stesso assessore dovrebbe intendersene. E' stato lui, e non sono stato io, a vendere una casa proprio ai cinesi. Che Milone si decida - conclude Carlesi - O ammette di aver partecipato al gioco di chi, sempre secondo lui, agevola la presenza cinese o si schiera, come noi, dalla parte di chi davvero, senza bisogno di spot, scuse e sprechi di denaro pubblico, vuol ripristinare la legalità e vuole forze e intelligenze in grado di recuperare l'evasione fiscale».
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