Nasce la filiera corta dell’educazione dei bambini
PRATO. La filiera corta dell’ educazione; dalla natura al bambino. Quattro giovani maestre hanno inventato un nuovo modo di gestire l’asilo nido, partendo proprio dal contatto con la campagna....
PRATO. La filiera corta dell’ educazione; dalla natura al bambino. Quattro giovani maestre hanno inventato un nuovo modo di gestire l’asilo nido, partendo proprio dal contatto con la campagna.
«Viviamo in una città contornata dal verde – spiega Federica Rocchi - da qui l’idea di iniziare un nuovo percorso dove i bambini potessero vivere tutte le stagioni e apprezzarne gli odori e i sapori. Per esempio abbiamo allestito il percorso aromatico in modo da far corrispondere ad ogni profumo una pianta».
Il “Giardino delle farfalle” ha sede in una vecchia cascina di Iolo, completamente ristrutturata dalla cooperativa sociale Luce, circondata da 300 metri quadri di giardino. «Un osservatorio speciale – continua Federica - che da’ la possibilità ai bambini di capire, sperimentare e di frequentare laboratori ludicocreativi».
Le insegnanti hanno realizzato una sorta di palestra esperienzale da vivere per gran parte dell'anno all'aria aperta. Un’opportunità anche per le giovani maestre che hanno investito molto in questo progetto. «La crisi si fa sentire anche nel nostro settore – spiega Valentina Bacarelli – molte madri hanno perso il lavoro e quindi accudiscono direttamente i propri figli, tuttavia penso che l’esperienza del nido sia importante per la crescita dei piccoli che hanno anche la possibilità di confrontarsi con gli altri bambini».
Per venire incontro alle esigenze delle famiglie. Il “Giardino delle farfalle” ha anche studiato un orario flessibile, con la possibilità di iscrizione alla sezione pomeridiana, oltre ad essere convenzionato con il Comune di Prato. «Creare un contatto con la natura – spiega Annamaria Caputo - è un aspetto fondamentale dell’ educazione insegniamo il rispetto per l’ambiente, ma anche a capire che c’è un ritmo naturale che deve essere rispettato. Per questo coltiviamo un orto ed educhiamo i bambini a vivere con piccoli animali, abbiamo perfino adottato una gattina che ormai è diventata la mascotte dell’asilo».
Interessante anche il criterio con cui la vecchia cascina è stata ristrutturata. «Abbiamo lavorato molto anche su questo fronte – aggiunge Annamaria – puntando da una parte sulla salvaguardia dell’ immobile e dall’ altra alle esigenze dei bambini».
Sono nate così soluzioni particolari, ad esempio all’ interno del vecchio camino è stato ricavato un angolo giochi, mentre il dislivello fra le varie stanze è stato valorizzato per sviluppare la psicomotricità dei piccoli. (a.a.)
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