Crisi idrica in val di Bisenzio scatta l’allarme
Stato d’allerta a Cerreto, Gamberame, Schignano, Luicciana Migliana, Montepiano e Cavarzano. La città sotto controllo
PRATO. Mai come in questo periodo gli appelli si sprecano. Ma l’unica cosa davvero non da sprecare è l’acqua. Il meteo non promette piogge all’orizzonte e le temperature infuocate stanno mettendo a dura prova la nostra falda acquifera. E anche se i nostri rubinetti, fortunatamente, almeno per ora non sono all’asciutto, grazie anche al fatto che Prato dipende da Firenze appoggiandosi alle riserve del lago di Bilancino (che ieri era fermo sui 46 milioni di metri cubi invasati), il campanello d’allarme inizia a squillare in alcune zone collinari della stessa Prato.
Per capire lo stato di salute della nostra rete di acquedotto, basta capire la mappa del monitoraggio effettuato da Publiacqua, gestore del nostro servizio idrico, sul suo sito internet. Uno strumento aggiornato in tempo reale – una vera e propria diretta della situazione idrica zona per zona - che evidenzia una certa sofferenza all’altezza di Cerreto con possibili ricadute a livello di approvvigionamento idrico e abbassamenti di pressione. Nella frazione collinare di Cerreto si tocca il livello di guardia, contrassegnato con una simbologia arancione che recita “andamento in peggioramento”: l’erogazione di acqua è fra i 70 e i 100 litri al giorno per abitante. Dentro Prato città si può già stare tranquilli perché la quantità singola supera i 150 litri al giorno.
«Significa che le risorse locali sono basse – fanno sapere dall’ufficio relazioni esterne di Publiacqua -: in alcune zone la disponibilità di acqua potrebbe non essere garantita, per questo deve esserci da parte degli abitanti una maggiore accortezza».
Stato di allerta dunque, ben sapendo che le risorse idriche locali, un reticolo di sorgenti, torrenti e falde che si collegano all’acquedotto, non sono infinite. Quattro i colori corrispondenti alla soglia di disponibilità della risorsa in zona: verde, giallo, arancione e rosso. Gli ultimi due stadi sono quelli che denunciano maggiore preoccupazione. E l’arancione è quello che sulla cartina di Publiacqua si posiziona proprio all’altezza di Cerreto. Risalendo lungo il Bisenzio, il semaforo giallo di Publiacqua si è acceso per le frazioni di Gamberame, Schignano, Luicciana, Migliana, Montepiano e Cavarzano, interessate da un calo di produttività di sorgenti, pozzi e fonti a servizio di queste località montane. Dove l’importante è non strafare, visto che si viaggia su una disponibilità di acqua fino a 150 litri di acqua al giorno per abitante.
Chi conosce bene come le sue tasche l’acquedotto della Vallata è il sindaco di Vernio Paolo Cecconi, il primo sapere che in certe località di villeggiatura i consumi di acqua possono salire in questa stagione.
«Nei giorni scorsi si è svuotato un deposito a Montepiano ma si era trattato di un problema tecnico. Il punto è che nelle nostre zone il consumo è variabile, con picchi nei weekend a causa dell’aumento di utenti, e Publiacqua ha difficoltà a ripartire la risorsa idrica. La sollecitazione che faccio al gestore, come già fatto a mezzo di lettera, è di non limitarsi a rilevare un consumo eccessivo di acqua ma anche a provvedere con un'adeguata copertura di territorio. Non può essere che se scoppia un problema in un frazione, non si risolve dall’altra per carenza di mezzi».
Stesso copione nel Montalbano, dove la quantità di risorsa idrica a disposizione è in diminuzione nei dintorni di Bacchereto.
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