Il presidio
Stagista accusa: «Discriminato dal Comune per le mie idee politiche»
La denuncia di Diego Blasi diventa un caso. Solidarietà di Sel, mentre il capo del personale respinge le critiche
Diventa un caso politico la vicenda di Diego Blasi, uno studente di 24 anni che, nel corso di un tirocinio obbligatorio al comune di Prato, guidato dal centrodestra, sarebbe stato, a suo avviso, ostacolato perchè impegnato politicamente a sinistra. Sinistra Ecologia Libertà ha anticipato che presenterà un’interrogazione alla Giunta regionale toscana per chiedere spiegazioni sull’avvenimento, mentre lo studente oranon esclude azioni legali.
«Se ci saranno gli estremi non escludo di andare avanti in questa battaglia con un’azione legale nei confronti del Comune», afferma Blasi, il primo a sinistra nella foto con Vendola. Lo studente, che ha effettuato uno stage di 150 ore all’interno dell’istituzione pratese, sostiene che il suo percorso sia stato ostacolato dalla collocazione politica avversa a quella dell’amministrazione. «Voglio camminare a schiena dritta, come me ci sono tanti giovani in situazioni simili: noi non ci faremo intimidire e nonostante i miei 24 anni farò valere i miei diritti», dice.
«Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Diego Blasi - hanno affermato Maurizio De Santis e Nicoletta De Angelis di Sel - non potendo accettare in alcun modo che il Comune di Prato sotto la guida del sindaco Cenni metta a repentaglio uno dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione, la libertà di espressione e il diritto di potersi organizzare in libere associazioni. Il comportamento tenuto dall’amministrazione si configura come discriminatorio e invasivo nei confronti di Diego Blasi come persona e nei confronti dell’Università come istituzione».
Giovanni Ducceschi, dirigente del personale al Comune di Prato replica sostenendo che per il Comune «la vicenda è già chiusa». E spiega: «Diego Blasi durante il periodo di tirocinio svolto presso questa amministrazione ci risulta abbia reso pubbliche dichiarazioni nei confronti dell’operato di alcuni consiglieri comunali o componenti della giunta comunale. La lettera spedita all’università di Firenze ha rappresentato solo una segnalazione dei fatti, senza che a ciò abbia fatto seguito alcun ulteriore atto».
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