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Il polo oncologico incassa una promozione bipartisan
Nell’incontro nel salone consiliare anche l’appoggio del consigliere regionale Pd Mattei Raddoppia il numero degli iscritti al comitato, su Facebook sono 6400. Cenni: «Andrò avanti»
PRATO. Cresce l'interesse bipartisan verso la proposta di sviluppare un polo oncologico di ricerca a Prato. L'idea, sostenuta dal sindaco Cenni e appoggiata da molti schieramenti politici, punta al trasferimento del Centro oncologico Pitigliani nei locali in dismissione dell'ospedale Misericordia con l'intento di farlo diventare un polo di eccellenza in grado di attrarre pazienti da tutto il centro Italia. Ma sulle intenzioni ancora poco chiare del governatore della Regione Toscana Enrico Rossi si è tornati a discutere in occasione del primo evento pubblico organizzato dal Comitato Pro polo oncologico Prato (un migliaio di iscritti cui vanno sommate altre mille firme raccolte in questi giorni). Il gruppo su Facebook, invece, conta già 6400 contatti.
«E' il gruppo cresciuto più velocemente in Italia - ha affermato Carlo Alberto Binchi Rossi, ex primario oculista e coordinatore del Comitato - con migliaia di iscritti anche tra gli abitanti della Sardegna, ai quali un polo oncologico in Toscana farebbe comodo». Adesso il comitato chiede attenzione, ma soprattutto un confronto diretto con il presidente Rossi, che tarda ad arrivare. «Non sappiamo come fare a comunicare con il governatore, è quasi più facile ottenere ascolto dagli uffici di presidenza degli Stati Uniti - ha aggiunto con tono polemico Bianchi Rossi - pertanto, intendo invitare a partecipare a un incontro la Conferenza dei Sindaci entro il prossimo 31 luglio». Tra gli obiettivi del comitato, come ricordato dal coordinatore, c'è anche quello di potenziare il centro oncologico con attività di ricerca e traslazionale.
«Non stiamo parlando dell'apertura di un ambulatorio - ha dichiarato il presidente del comitato scientifico della "Fondazione Sandro Pitigliani" Salvatore Sini nonché ex direttore sanitario del Misericordia e Dolce - quello che conta è avere un centro specifico di ricerca traslazionale, in grado di svolgere terapie personalizzate». Dibattito partecipato quello che si è tenuto nel salone consiliare di palazzo comunale. Non è mancato il sostegno da parte del sindaco, il quale si è detto intenzionato ad andare avanti su questa strada. «Il prossimo 2 luglio sarò in Regione per un incontro sul futuro dell'edificio del vecchio ospedale - ha detto - in quell'occasione continuerò a sottoporre il progetto del polo oncologico come soluzione. Se il problema è dei 43 milioni, sono convinto che tutta la città potrebbe contribuire a dare una mano per non perdere un'opportunità che deve essere portata avanti nell'interesse di tutti».
La proposta incassa anche l'appoggio del capogruppo regionale del Pd Fabrizio Mattei. «Un centro di questo tipo potrebbe portare a Prato finanziamenti regionali e nazionali - ha commentato - qualsiasi decisione la Regione voglia prendere, la città deve essere coinvolta. Sono d'accordo col sindaco nel sostenere che la salute non è di destra né di sinistra, ma di tutti». Via libera anche da parte della Provincia: «Credo sia un percorso da sostenere - ha detto l'assessore provinciale Loredana Ferrara con delega alle politiche di promozione della salute - in quanto riteniamo sia un'opportunità di sviluppo per tutto il territorio capace anche di creare indotto». L'unica voce fuori dal coro è stata quella di Lamberto Scali, responsabile del tavolo salute e sanità del Pd, il quale si è detto contrario a una gestione centralistica e auspica una soluzione «in grado di valorizzare le eccellenze sulla base di un modello di rete regionale».
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