Il presidio
Il vescovo corre a Firenze dal padre del bimbo morto
Monsignor Simoni: «Questa tragedia è un fulmine su una realtà bellissima, quella degli oratori». La madre di una volontaria: nessuno accusi il parroco
PRATO. «Sono affranto per la morte di questo nostro bambino dell’Oratorio estivo della parrocchia di Paperino». Queste la prime parole del vescovo Gastone Simoni subito dopo aver appreso la notizia della tragedia accaduta ieri mattina in Calvana. Monsignor Simoni si è subito attivato per mettersi in contatto sia con il parroco di Paperino, don Carlo Gestri, sia con la famiglia del bambino.
E nel pomeriggio è partito alla volta di Firenze per incontrare i familiari di Franco Lori.
«Prego il Signore per il bimbo e per la sua famiglia, che ho nel cuore - ha detto il vescovo Simoni - Questa morte è un fulmine funesto in una realtà bellissima come quella degli oratori estivi parrocchiali che da anni compiono un servizio prezioso ai ragazzi, alle famiglie e alle parrocchie e quindi a tutta la società pratese. Si tratta di quasi 3.500 ragazzi e di una quarantina di oratori».
In segno di lutto la direzione della Pastorale giovanile che coordina l’Estate ragazzi estivi, in accordo con il vescovo, ha cancellato la festa diocesana degli oratori in programma il prossimo 3 luglio. Inoltre il vescovo ha annullato tutti gli appuntamenti della serata. In attesa di incontrare i genitori, monsignor Simoni ha detto di sentirsi coinvolto nella sofferenza della famiglia e chiede una preghiera per questa famiglia e per tutti i ragazzi della Diocesi.
Più tardi ha potuto incontrrare il padre del bambino morto e ha cercato di portare la sua solidarietà e vicinanza umana.
Sulla tragedia della Calvana arriva anche la testimonianza della madre di una delle ragazze che collaborano con la parrocchia di Paperino nella gestione del Gruppo estivo.
«Adesso mia figlia, oltre ad essere chiaramente sconvolta e a sentirsi anche lei in colpaper non aver capito la gravità del malessere accusato da Franco, come peraltro nessuno aveva capito - scrive la madre - è anche arrabbiatissima per le falsità che stanno circolando. Questa escursione è fatta tutti gli anni da oltre 15 anni e non è mai successo niente nemmeno ai più piccoli. L'elicottero dei soccorsi purtroppo è arrivato dopo oltre un’ora dalla chiamata (in realtà un po’ meno dal primo allarme, ndr). Tutti i bambini sapevano di dover bere ed avevano acqua a sufficienza. I vigili del fuoco che giustamente hanno riportato tutti in sede dove sono stati visitati e tutti i bambini erano in perfetto stato di salute, pressione e saturazione ossigeno regolare».
Da oggi si comincerà a capire meglio che cosa è successo sul quel maledetto sentiero e se qualcosa di più poteva essere fatto per salvare il bambino.
Paolo Nencioni
(ha collaborato Eleonora Barbieri)
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