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Il premio di Ginevra: al lavoro in Svezia
PRATO. Era come se fosse con la valigia già pronta, prima che la campanella del liceo che frequenta suonasse per l’ultima volta. Adesso si trova al fresco mentre qui a Prato l’afa non demorde. Per...
PRATO. Era come se fosse con la valigia già pronta, prima che la campanella del liceo che frequenta suonasse per l’ultima volta. Adesso si trova al fresco mentre qui a Prato l’afa non demorde.
Per una frizzante 18enne promossa con la media del 9.45, tutta studio, sport (pratica lo scherma) e già diversi viaggi all’estero, una bella vacanza-lavoro a Svezia era proprio quello che ci voleva. Certo, un “premio” sui generis per Ginevra Covoni il cui padre rimarrà fino alla fine di agosto a Stoccolma dove lavora in una ditta di segnalamento per treni.
«Volevo migliorare il mio inglese e ha colto la palla al balzo. In Svezia - racconta - d’estate molti ragazzi lavorano anche grazie alle iniziative delle ditte che assumono per due-tre mesi i figli dei dipendenti».
Sarà anche che Ginevra volesse migliorare il suo inglese, ma intanto in questa materia ha conquistato un bel nove. Di dieci in pagella ha fatto il pieno nelle materie scientifiche (matematica, fisica e scienze) e l’unica di tipo umanistico che le ha fatto raggiungere le vette dell’eccellenza è filosofia. Non è che quattro dieci in pagella la rendano del tutto indifferente. «Ma – puntualizza - se non lo prendessi non cambierebbe niente, ecco. Per le materie scientifiche c'è sicuramente una certa passione, la matematica e la fisica mi piacciono proprio tanto, e sono anche quelle che studio meno. Ma non studio moltissimo, in media un paio d’ore al giorno. Preferisco le materie in cui, più che studiare, serve capire o ingegnarsi».
La bionda ragazzina della sezione BS dello scientifico volge già lo sguardo alle scelte dopo il liceo (a settembre sarà in quinta) con l’idea di puntare all’università su ingegneria aerospaziale, elettronica o meccanica oppure anche fisica. Ha ancora quasi un anno per decidere. Intanto la più meritevole di quest'anno del Livi non ci sta a passare da studentessa “secchiona”.
Maria Lardara
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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