Il Tirreno

Prato

Morto nel fosso, lo trovano dopo giorni

di Paolo Nencioni
Morto nel fosso, lo trovano dopo giorni

La vittima è un romeno e nessuna ipotesi è esclusa: sarà l’autopsia a chiarire se è stato ucciso o è deceduto per un malore

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PRATO. Il cadavere di un uomo di nazionalità romena è rimasto per giorni e giorni in un fosso lungo via delle Fonti, davanti all’ingresso del supermercato Stefan, senza che nessuno se ne accorgesse.

A scoprire il corpo senza vita, in avanzato stato di decomposizione, è stato ieri mattina un addetto alla cartellonistica pubblicitaria, che è andato a sostituire un cartello affisso su un palo della luce. Guardando in basso ha visto un fagotto di forma umana e ha subito dato l’allarme alla Questura, che dista poche centinaia di metri dal luogo del ritrovamento.

Nel giro di pochi minuti la strada si è riempita di volanti della polizia, via delle Fonti è stata chiusa e sul posto, oltre al sostituto procuratore Giuseppe Ledda, è arrivato il capo della squadra mobile Francesco Nannucci per condurre le indagini, sotto la canicola e davanti a decine di curiosi che osservavano i rilievi della Scientifica.

E’ ancora presto per trarre conclusioni, ma al momento non si può escludere nessuna ipotesi. Quella dell’omicidio secondo gli stessi inquirenti è quella meno probabile. «Sul corpo non sono state trovate tracce evidenti di violenza» si è limitato a dire il vice questore Nannucci. Bisognerà poi vedere i risultati dell’autopsia per togliersi tutti i dubbi.

Un’altra ipotesi è che il morto sia stato investito da un’auto di passaggio e scaraventato nel fosso, ma anche questo scenario deve fare i conti con l’assenza di evidenti fratture. Resta da considerare l’ipotesi del malore, che però dovrebbe essere stato fulmineo e non aver consentito all’uomo di chiedere aiuto lungo una strada molto trafficata.

Durante i rilievi, i poliziotti della mobile sono entrati nel reparto alimentare della Stefan e hanno preso un cartone di vino e altri prodotti per confrontarli con quelli trovati nel fosso. Sembra infatti che accanto al morto ci fosse una busta della spesa. Gli alimenti risalirebbero a una decina di giorni fa, ma non ci sarebbe lo scontrino. Se davvero quella busta della spesa apparteneva al romeno, ci sarebbe comunque da spiegare come nessuno si sia accorto della sua morte lungo la strada in orario di apertura del supermercato.

Tante domande sono ancora senza risposta, a cominciare dal nome del morto, che non è stato reso noto dagli inquirenti. L’identificazione è stata ottenuta dai documenti che sono stati trovati addosso al cadavere, in particolare un passaporto. La Scientifica sta tentando di prendere le impronte per avere la certezza che i documenti appartenessero davvero alla vittima.

Ma il principale elemento che alimenta il mistero sul morto di via delle Fonti sono le condizioni in cui è stato trovato il volto, praticamente irriconoscibile, pieno di vermi. Se ci fossero state delle contusioni, sarebbe stato impossibile trovarle con un esame sommario. I servizi funebri della Croce d’Oro hanno trasportato la salma all’Istituto di medicina legale, dove forse oggi verrà eseguita l’autopsia (il medico legale non era presente sul posto ieri mattina). E saranno i risultati dell’esame a dirci se il ritrovamento di via delle Fonti è una “semplice” morte per cause naturali oppure se i poliziotti della Mobile dovranno mettersi a dare la caccia a un assassino, dopo una “tregua” di quasi sei mesi seguita a un anno, il 2011, in cui si sono contati ben otto casi di omicidio in provincia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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