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Perquisiti i maniaci del sesso minorile
Operazione congiunta della polizia italiana e tedesca sui siti web pedopornografici, un indagato anche a Prato
PRATO. C’è anche un uomo residente a Prato nell’esercito degli oltre cento indagati dalla Procura di Catania per un vasto giro di pornografia minorile su Internet. Ieri, a conclusione di indagini durate quasi due anni e alle quali ha collaborato la polizia tedesca, la polizia postale di Catania ha fatto scattare otto arresti, di cui tre a Firenze e uno a Massa, oltre a un centinaio di perquisizioni in giro per l’Italia, 109 per la precisione, tante quanti sono gli indagati che ora devono rispondere dell’accusa di divulgazione e detenzione di immagini di pornografia minorile.
Nell’inchiesta non c’è traccia, almeno per ora, di contatti tra i fruitori delle immagini e i bambini ripresi in foto e video.
L’indagine è partita dall’individuazione di un sito web tedesco che diffondeva immagini dove si vedevano minorenni, anche in età pre-adolescenziale, impegnati in attività sessuali. I poliziotti tedeschi, insieme coi colleghi italiani, hanno accertato che in meno di due mesi il sito aveva avuto 44.000 accessi solo nella sezione Teen group. Successivamente sono state seguite le tracce telematiche degli appassionati del genere sulla rete eDonkey2000, usata per scambiarsi foto e video.
Alla fine nella rete della polizia postale di Catania sono rimasti i nomi di 109 italiani, coinvolti a diverso titolo nello scambio di video e foto. Alcuni erano più compromessi degli altri e per questo nei loro confronti è scattato l’arresto. Significativo che quattro degli otto arrestati risiedano in Toscana.
Altri, come detto, possono essere considerati come poco più che “utilizzatori finali” e nei loro confronti è scattata una semplice denuncia a piede libero. Una situazione comunque imbarazzante, perché ieri mattina all’alba centinaia di poliziotti hanno suonato il campanello di altrettante abitazioni italiane, dalla Sicilia al Trentino Alto Adige, per mostrare un decreto di perquisizione. Facile immaginare che in molti casi le mogli o le compagne degli indagati fossero all’oscuro delle attività del loro partner. E’ successo anche a Prato, dove i poliziotti hanno compiuto una perquisizione nella casa di uno degli indagati. E comunque vada a finire l’inchiesta, un prezzo gli indagati lo hanno già pagato in termini di immagine.
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