Meteo
Ottanta candeline e tre generazioni per il forno Marchi
Una storia cominciata nel 1932 con nonno Alino e che continua oggi anche con la gestione di un bar
VERNIO. Da ottant’anni la famiglia Marchi gestisce un forno a Cavarzano, un record assoluto che fa entrare di diritto gli imprenditori nel guinness dei primati. Una storia lunga, iniziata nel 1932 con Alino Marchi e che continua con Claudia, nel mezzo due guerre, un boom economico e l’attuale crisi. «Oggi oltre a vendere il pane – spiega Claudia – gestiamo anche un bar, conserviamo però tutte le antiche licenze, che ci permetterebbero di vendere di tutto, perfino i collant». Ovviamente le calze non vengono commercializzate, ma tutti i prodotti alimentari si, dal pane, alla schiacciata fino alla pasta.
«Fino a ottanta anni – spiega Claudia –mio nonno faceva il pane ora che è morto non è più possibile così lo acquistiamo direttamente a Montepiano».
Cambiamenti imposti dai tempi e dalle necessità : «Gestire un esercizio – continua l’imprenditrice – non è facile, per fortuna abbiamo i locali di nostra proprietà, altrimenti sarebbe ancora più complicato. La crisi colpisce anche il nostro settore, mi auguro di poter andare avanti ancora tanti anni, ma le prospettive non sono rosee».
La sede attuale è stata inaugurata nel 1958, nel negozio sono ancora conservate le vecchie scaffalature dove erano riposti i sacchi di farina e di zucchero gli orci di olio e le damigiane di vino (uniche rimaste) per la vendita dei prodotti sfusi. Le modifiche all’arredo sono state minime, proprio per mantenere il senso della tradizione con il passato, anche se la sede storica si trovava qualche metro più spostata rispetto all’attuale, ma per esigenze di logistica è stata trasformata in magazzino.
«Quando ero piccola – ricorda Claudia – il nonno appoggiava su quegli scaffali anche il pane che era prodotto con la farina del nostro mulino a Peraldaccio, un’attività che non si fermò neppure durante il tempo di guerra».
La famiglia Marchi ha una vocazione al commercio ben radicata nel Dna; le donne hanno iniziato a servire al banco in tenera età e poi sono cresciute dietro il bancone.
«La mia storia – sottolinea Claudia – è un po’ diversa, fino al 2005 ho lavorato nel tessile, poi ho perso il lavoro e sono venuta ad aiutare mia zia nella gestione di questo negozio». La bottega dei Marchi è così diventata il punto di riferimento dell’intero paese che sabato scorso ha voluto festeggiare l’ottantesimo compleanno di attività partecipando ad una festa.
«Non pensavo che venisse così tanta gente – commenta Claudia – alcuni anche da Prato, è stato un momento veramente emozionante, soprattutto quando abbiamo spento le candeline di una torta enorme».
Il rinfresco, ovviamente, era a base di prodotti tipici della rivendita Marchi; pasta, pane e dolci, alcuni fatti direttamente dalla famiglia Marchi.
Alessandra Agrati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
