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Più clienti esteri e qualità cresce il maglificio Flyline
PRATO. Più lavoro e meno tasse. In questo concetto è racchiusa l’essenza del pensiero di Cristian Cocchi, imprenditore artigiano alla guida di uno storico maglificio a conduzione familiare che punta...
PRATO. Più lavoro e meno tasse. In questo concetto è racchiusa l’essenza del pensiero di Cristian Cocchi, imprenditore artigiano alla guida di uno storico maglificio a conduzione familiare che punta a conquistare nuove nicchie di mercato, soprattutto all’estero. A frapporsi tra l’impresa e l’obiettivo che intende perseguire, oltre alle difficoltà legate a una crisi di carattere strutturale, c’è il carico fiscale che rallenta la crescita e lo sviluppo. «Se potessi avanzare una richiesta, chiederei al Governo di diminuire le tasse che ci stanno uccidendo».
Cocchi è un imprenditore di seconda generazione, che ha il merito di aver condotto l’azienda Flyline di cui è socio insieme ai genitori, verso l’innovazione in un momento critico per il distretto: «Il maglificio è nato nel 1970 dalla passione della mia famiglia per la maglieria – spiega Cocchi – mia madre lavorava come dipendente in un’azienda di Prato e mio padre accomodava le macchine da maglieria, per cui è stato un percorso naturale quello che li ha portati ad aprire un’attività nello stesso settore».
Per capire che le cose sono molto diverse dal passato basta osservare l’evoluzione dei mercati. «Prima si lavorava molto a livello italiano, adesso, ma già da quando sono subentrato io vent’anni fa – aggiunge Cocchi – per vendere è necessario affrontare nuovi mercati all’estero». Per intercettare sempre nuovi clienti in ogni parte del mondo, Cocchi punta molto sulle fiere e sugli agenti che, valigetta dei prodotti alla mano, si recano a destinazione bussando alle porte di negozi e piccole catene potenzialmente interessate a un prodotto made in Italy e lavorato in modo artigianale: «Non è più conveniente servire i grossisti, poiché non ci sono più i margini – spiega – preferiamo trattare direttamente con il cliente finale. Francia,Spagna, Grecia e Portogallo sono i paesi con cui lavoriamo megli». Sono 8 le persone impiegate in azienda, di cui quattro tra soci e collaboratori familiari. «Non pensiamo al momento di aumentare il personale – dichiara – per lavorazioni particolari, ci appoggiamo a un circuito di una trentina di ditte con cui lavoriamo bene da tanti anni».
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