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«Taiti si sbaglia, a Poggio non abbiamo le ronde»
Il sindaco Martini risponde al presidente della Circoscrizione Centro di Prato in merito ai servizi forniti dai volontari dell’associazione carabinieri in congedo
POGGIO A CAIANO. «Il servizio al Soccorso non c'entra niente con il nostro». E' lapidario il sindaco di Poggio a Caiano Marco Martini, nel commentare la spinosa vicenda dello stop della Prefettura alle presunte ronde effettuate dal nucleo protezione civile Carabinieri in congedo nel quartiere del Soccorso a Prato. Sabato, il presidente della Circoscrizione Centro Massimo Taiti, promotore dei controlli al Soccorso insieme al Comune di Prato, aveva tirato in ballo il servizio svolto a Poggio a Caiano dai carabinieri in congedo, per accusare la Prefettura di usar due pesi e due misure.
In poche parole voleva dire il presidente della Circoscrizione Centro Massimo Taiti, perché a Poggio è permesso ciò che al Soccorso è vietato? Una domanda che in questi giorni è rimbalzata come una pallina da ping pong impazzita, da una parte all'altra del dibattito politico che si è' creato intorno a questo caso. Una domanda precisa a cui ha dato una risposta altrettanto precisa il primo cittadino poggese, infastidito dall'essere stato tirato per la giacca dentro ad una vicenda che poco ha a che fare con Poggio: «L'esempio fatto da Taiti è completamente sbagliato - spiega Martini -. Mi dispiace per lui, ma è così. I carabinieri in congedo che fanno servizio a Poggio non hanno affatto compiti di ordine pubblico. Si tratta anzi, di attività assimilabili ai lavori socialmente utili di cui li ringraziamo sentitamente. In convenzione, i volontari dell'associazione ci aiutano a gestire l'organizzazione di manifestazioni, di iniziative culturali e turistiche, si occupano dell'entrata e dell'uscita dalle scuole poggesi dei bambini. Ad esempio per le Comunioni di domenica a Bonistallo ci hanno aiutato a regolare il traffico verso la chiesa visto lo spazio ridotto a disposizione. Certo, è vero - continua Martini - che sorvegliano giardini e spazi pubblici, ma non sono mai da soli. C'e sempre una pattuglia della polizia municipale con loro. Sono accompagnati e non si occupano certo di ordine pubblico. I nostri volontari non sono affatto "delle telecamere viventi" come li ha definiti Taiti, tantomeno delle ronde. Lungi da noi mettere in piedi servizi alternativi a quelli delle forze preposte al controllo del territorio. Sono contrario - prosegue il sindaco di Poggio a Caiano- a questo tipo di impostazione e sono amareggiato per il paragone, perché questo non è mai stato il nostro obiettivo. Prima di citarci impropriamente sarebbe stato meglio informarsi bene».
Ieri mattina, dato il clamore suscitato dalla vicenda, il sindaco Martini ha parlato con la Prefettura per ribadire che quel che succede a Poggio non c'entra niente con il Soccorso. Ma l'occasione è importante anche per rinnovare l'appello alle istituzioni preposte alla sicurezza affinché ci sia più presenza sul territorio: «Credo fortemente che tutti debbano fare la propria parte per garantire sicurezza e quindi anche noi sindaci - conclude Martini - ma colgo questa occasione per chiedere al Governo e al Tavolo provinciale per l'ordine e la sicurezza, di cui non facciamo parte, che ci sia maggiore presenza delle forze dell'ordine sul territorio».
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