Il Tirreno

Prato

La Prefettura ha bocciato le guardie volontarie al Soccorso

di Eleonora Barbieri

Il provvedimento adottato perché non è stata rispettata la legge Maroni che disciplina le ronde Massimo Taiti, presidente della circoscrizione Centro, ha convocato i giornalisti per stamani

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. È durato quanto un battito d’ali, il servizio di controllo del territorio al Soccorso, partito in grande stile pochi giorni fa per restituire un minimo di tranquillità ai cittadini del quartiere.

La Prefettura di Prato ha infatti bloccato le “ronde” nel quartiere organizzate dal Comune e dalla Circoscrizione centro, in convenzione con il nucleo Protezione civile dell'associazione Carabinieri in congedo.

Neanche il tempo di iniziare che i servizi di pattugliamento del quartiere sono già stati sospesi. Il motivo è tanto semplice quanto grave.

Non è stata rispettata la legge 94 del 2009, ossia il “Pacchetto sicurezza” pensato e voluto dall’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni che disciplina anche le cosiddette ronde.

La partenza del servizio al Soccorso sarebbe stata semplicemente comunicata alla Prefettura quando invece la legge prevede una serie di procedure da rispettare a cominciare dalla richiesta di iscrizione all’albo prefettizio, la presentazione di certificati medici delle persone chiamate a controllare il territorio e anche un passaggio in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.

Niente di tutto questo è stato fatto e la Prefettura ha richiamato all’ordine il Comune chiedendo l’immediata sospensione del servizio di osservazione che in buona sostanza si è svolto regolarmente solo lunedì e giovedì sera.

Servizio che potrebbe riprendere non appena tutto sarà messo in regola, oppure, se mancherà la volontà politica di continuare, finire qui la sua avventura.

Molto dipenderà dai rapporti interni alla maggioranza che regge la Giunta del sindaco Roberto Cenni e anche dalla disponibilità dei carabinieri in congedo di continuare la collaborazione dopo questa figuraccia.

Da chiarire, poi, perché la Prefettura non sia intervenuta a monte dell'iniziativa, prima cioè che i volontari dell'Arma iniziassero a pattugliare il quartiere, quando il pacchetto "Salva Soccorso" è stato presentato alla cittadinanza e cosa invece abbia fatto scattare la molla a servizio già partito.

Forse un frainteso tra istituzioni, Comune e Prefettura, che è emerso solo ad attività iniziata?

La Prefettura preferisce non dilungarsi in particolari e si limita a chiarire che il suo compito e far rispettare le norme italiane e quindi interrompere il servizio di "osservazione" al Soccorso perché è contro la legge.

Qualunque eventuale retroscena si nasconda dietro la vicenda, questa forzata retromarcia è senza dubbio un brutto colpo d'immagine per l'amministrazione comunale e in particolare per la Circoscrizione Centro che per prima si è mossa per andare incontro alla richiesta di maggior sicurezza da parte degli abitanti del quartiere Soccorso.

Una brutta figura proprio perché è stato bocciato l’iter previsto dalla legge. In sostanza: sarebbe stato sufficiente leggersi la legge Maroni prima di mandare nelle strade le squadre di volontari con tanto di divisa.

Forse la fretta ha giocato un brutto scherzo sia a Taiti che all’assessore Milone.

Ma è stato soprattutto il presidente Massimo Taiti a metterci la faccia e ora potrebbe pagare a caro prezzo questa scelta. Sarà lo stesso Taiti a chiarire la sua posizione questa mattina. Il presidente ha infatti convocato i giornalisti nella sede della Circoscrizione centro in via dell’Accademia, per stamani a mezzogiorno senza indicare l’argomento dell’incontro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani