Il Tirreno

Prato

precisazione

Gai estranea al progetto Yong

«Siamo stati la prima enoteca di vini italiani gestita da cinesi»

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PRATO. La Gai (Gruppo alimentare italiano) non c’entra niente con il "Progetto Yong", di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi.

La precisazione arriva direttamente dall’azienda pratese in merito alle notizie fornite dai titolari del progetto Yong.

«Teniamo a precisare - scrivono - che la nostra azienda è operativa da dicembre 2006 ed è stata in assoluto la prima enoteca di vini italiani gestita da cinesi sul territorio di Prato. È stata altresì il primo esportatore cinese sulla nostra provincia, se non addirittura in Italia, di vini italiani in Cina. Nel nostro ambito possiamo considerarci dei pionieri, in quanto abbiamo studiato approfonditamente il mercato cinese ed individuato per primi le categorie di vini, vitigni ed uvaggi graditi ai cinesi».

Inoltre, a differenza di Progetto Yong, «siamo dei commercianti e non dei mediatori di prodotti. Non vediamo quindi come sia possibile una nostra collaborazione con i suddetti. Per finire, data la mole di lavoro ed approfondimenti sul nostro tipo di commercio che abbiamo affrontato ed egregiamente conquistato, la nostra intenzione ultima è far utilizzare il nostro nome, ormai conosciuto dai cinesi-pratesi, come trampolino di lancio per altre società. A tal proposito i titolari del Progetto Yong verranno ammoniti con diffida per aver millantato una nostra collaborazione ad uso loro personale, cercando di acquisire credibilità sul mercato, fermo restando che non abbiamo certamente bisogno di consigli esterni per poter operare nell'ambito commerciale».

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