Il Tirreno

Prato

Tingere senza inquinare grazie alla rete d’impresa

di Ilenia Reali
Tingere senza inquinare grazie alla rete d’impresa

Tintoria Gm, Jersey Mode, Maglificio Stefan Tricot e Deep Pure investiranno su processi innovativi. È il primo gruppo che si forma a Prato

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Fusioni, aggregazioni, consorzi. Tutte parole rimaste sulla carta e mai messe in pratica dagli imprenditori pratesi che peccano, da sempre, di individualismo. «Meglio piccoli ma padroni in casa propria» è lo slogan che da tempo a impedito di avviare collaborazioni strette.

Adesso c’è però un’opportunità nuova che si chiama reti di impresa e per la prima volta, sotto lo sguardo attento di Riccardo Marini a cui Confindustria Toscana ha dato proprio questa importante delega, una manciata di azienda ha deciso di investire insieme su qualcosa.

Il qualcosa in questione è la ricerca su un processo di tintura nuovo a cui collaborano quattro aziende dell’area metropolitana: una rifinizione, la Jersey Mode, una confezione, la Deep Pure, un maglificio Stefan Tricot, e la capofila, la tintoria in capo Gm. Obiettivo del progetto, già presentato in Regione Toscana, è quello di fare ricerca per limitare l’inquinamento e il rischio nella fase di tintora in capo in caso di particolari interventi su una parte dell’abito.

Il tipo di risultato che alla fine si otterrà sarà più o meno lo stesso e riconoscibile solo dagli addetti ai lavori ma se si arrivasse a ottenere un impatto ambientale ridotto sarebbe un ottimo risultato e si sarebbe messo le mani su un progetto innovativo che le aziende hanno cominciato a studiare proprio in questi giorni.

«Capofila - racconta Adriano Bellu, vice presidente dell’associazione industriale nonchè titolare della Jersey Mode - è la tintoria in capo, l’azienda cioè che ha individuato su cui potevamo potenziare la ricerca ognuno per la sua competenza. Noi, per esempio, dovremo preparare la stoffa in modo da rendere efficace il nuovo tipo di tintura. Oggi vengono fatti sugli abiti, o su parte di questi, delle tinteggiature a laser o con l’azoto e l’obiettivo dovrà essere quello di ridurre l’impatto. Alla fine il risultato sarà ripartito su tutte le aziende che partecipano al progetto».

Il ricorso alle reti di impresa per portare avanti obiettivi che altrimenti sarebbero proibitivi in caso di aziende di piccole dimensioni e oggi considerato lo strumento migliore tanto che proprio ieri il presidente di Sistema Moda Italia Michele Tronconi invitava ad attirare queste sinergie magari coinvolgendo direttamente anche i brand.

«E’ la possibilità - è il commenta del presidente dell’Unione industriale pratese - di far crescere le aziende. con Bellu ne abbiamo parlato più volte e adesso che si è presentata questa possibilità cerchiamo di coglierla».

Il riferimento è ai finanziamenti ovviamente previsti in caso di attivazione di sinergie ma non solo.

«Con le reti di impresa - aggiunge - si dividono investimenti e risultati. Alla fine il risultato è che il complesso delle aziende riesce ad operare meglio sul mercato potendo attivare più idee e progetti».

Questa collaborazione è la prima che parte da Prato ma Riccardo Marini è convinto che potranno nascerne altre. «Proprio per il compito che mi ha affidato Confindustria Toscana spero di poter aiutare il più alto numero di imprese pratesi a percorrere questa strada considerata da tutti l’unica via per crescere. Spero di poter essere in grado di aiutare a sviluppare occasioni di in vestimento e ricerca».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera