Il Tirreno

Prato

In sedia a rotelle non può spostarsi nel suo paese

di Alessandra Agrati
In sedia a rotelle non può spostarsi nel suo paese

Una scalinata divide in due la frazione della Briglia «Senza rampe non si può raggiungere neppure il circolo»

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VAIANO. Tredici anni fa Alessandro Nannini è stato colpito da un ictus, da allora è costretto a vivere su una sedia a rotelle, a questa disgrazia si aggiunge l’impossibilità di uscire di casa per svagarsi; alla Briglia dove abita non ci sono rampe per disabili che collegano la parte alta con quella bassa del paese. In questi giorni si trova all’ ospedale e a farsi sua portavoce è la figlia Paola. «Il problema – spiega – non riguarda solo mio padre, ma anche altre persone disabili e numerose mamme e nonne che ogni giorno devono spingere i passeggini dei bambini».

La famiglia abita lungo la 325 davanti al ristorante per poter raggiungere la parte bassa della Briglia, dove c’è anche un circolo ricreativo, bisogna scendere delle scale molto ripide, operazione difficoltosa per i passeggini, impossibile per un disabile. L’alternativa è percorrere 500 metri lungo la provinciale, dove non c’è il marciapiede e le macchine sfrecciano ad alta velocità. «Per raggiungere la prima discesa percorribile con la carrozzina – spiega Paola - devo mettere a rischio la mia vita e quella di mio padre, ho da passare due curve che sono rischiose di già per una persona sola, figuriamoci in compagnia di un disabile». La famiglia ha chiesto all’ amministrazione di provvedere a realizzare una rampa visto che la maggior parte dei collegamenti fra le due parti avvengono per scale ripide. «Mi è stato risposto che non è possibile- continua Nannini - eppure secondo me è solo una questione di costi, preferiscono spendere in progetti inutili come l’ecoparco piuttosto che aiutare i disabili». L’assessore alle politiche sociali Elisabetta Ciolini spiega che «La Provincia di Prato insieme al comune di Vaiano hanno un progetto per mettere in sicurezza la frazione della Briglia, anche dal punto di vista dei disabili».

Ad unirsi alle proteste, oltre alle famiglie degli altri disabili, anche Cinzia Sardi che presto diventerà nonna ed è preoccupata di come potersi muovere per il paese. «Vivo in questa frazione da oltre vent’anni – spiega Nannini – e non è stato fatto nulla per aiutare le mamme con i passeggini, vedo sempre queste povere donne sobbarcarsi del peso del bimbo e del passeggino e scendere faticosamente la scala. Mi immagino che la stessa fatica toccherà anche a me». «L’assessore mi ha detto che non c’è la pendenza giusta per fare le rampe – continua Paola - ma mi sembra impossibile che hanno trovato la soluzione per scavare la montagna e fare la pista ciclabile e non riescano a risolvere questo problema».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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