Festa della Liberazione: cortei e polemiche al vetriolo
Accuse incrociate: a Sinistra non è piaciuta la militarizzazione della piazza e la decisione di non far suonare “Bella ciao”, a Destra criticato l’impostazione eccessivamente “rossa” della manifestazione
25 aprile tra le polemiche, piovute da destra e da sinistra. Piazze piene, cortei colorati dalla bandiere del Pd, della Federazione della sinistra, del comitato gay e lesbiche (che hanno sfilato con cartelli “meglio frocio e lesbica che fascista”) che hanno fatto parecchio discutere, ma senza risparmiarsi sgambetti. A sinistra non è piaciuta la militarizzazione di piazza delle Carceri, riempita da quattro rappresentanti per ciascuna forza armata più le crocerossine, ma soprattutto la decisione di non far suonare “Bella ciao” durante le celebrazioni con deposizione della corona d’alloro davanti al monumento dei caduti . L’inno partigiano la banda del Comune l’ha intonato ma dopo che il corteo era praticamente arrivato in piazza del Comune per i comizi. Troppo tardi. Ma la spiegazione c’è: «E’ stata seguita alla lettera una circolare del ministero degli Interni - dice Ennio Saccenti, presidente provinciale Anpi - che indica quali inni suonare e quali evitare, Bella Ciao era tra questi».
Ed è il deputato Pd Antonello Giacomelli ad annunciare «un’interrogazione parlamentare per capire un po’ meglio la necessità di una circolare. E’ però la prima volta che mi capita di vedere un organo dello Stato quel è la prefettura, appropriarsi di una festa che è invece di tutti gli enti locali, dei rappresentanti delle associazioni e soprattutto del popolo».
A destra non è piaciuto l’imprintig politico della manifestazione. «Non capisco perché debba salire sul palco e fare un comizio politico, parlando contro il governo, sui provvedimenti - dice il presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi - il presidente di un’associazione di ex partigiani. L’Italia è stata libera dai partigiani ma anche da tanti eserciti stranieri i cui soldati sono venti a morire sul nostro territorio ed è giusto ricordare anche loro. Non mi piace - conclude - chi vuole fare propaganda a sinistra appropriandosi di una festa che invece è di tutti».
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