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«Ti faccio conoscere una donna»: anziano truffato dall’amico
Vaiano: il conoscente finge al telefono di essere il marito geloso e spilla 20.000 euro. Arrestato per estorsione
VAIANO. Gli hanno fatto credere che poteva togliere una bella donna delle grinfie del marito aguzzino, ma in realtà era solo un trucco per spillargli soldi.
Vittima del raggiro, che poi si è trasformato in estorsione, è stato negli ultimi mesi un pensionato di Vaiano, celibe e ultrasettantenne, che avrebbe sborsato qualcosa come 20.000 euro in contanti per paura di essere picchiato dal marito albanese della donna di cui si era invaghito.
In realtà il marito non esiste. A organizzare l’imbroglio era stato un conoscente del pensionato, un uomo di 52 anni, già dipendente di una mensa, che mercoledì è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di estorsione aggravata. Il suo nome non è stato reso noto.
Tutto è iniziato circa dieci mesi fa, quando il pensionato si trovava in compagnia del suo conoscente ai giardini e gli capitò di vedere una giovane donna. L’altro, secondo l’accusa, avrebbe colto la palla al balzo, dicendo che la conosceva, che era disponibile e che avrebbe potuto presentargliela. In un secondo momento avrebbe aggiunto che la donna era costretta a prostituirsi dal marito albanese.
Qualche giorno più tardi il pensionato comincia a ricevere minacce per telefono. All’altro capo del filo c’è un uomo che dice di essere il marito albanese della donna notata ai giardini, con la quale peraltro il pensionato non si è mai incontrato. Il presunto marito è minaccioso, dice che l’anziano dovrà pagare per lo “sgarro” che ha commesso, altrimenti ne subirà le conseguenze: «Ti rovino, ti brucio la casa, stai attento».
L’anziano, anziché rivolgersi ai carabinieri, decide di pagare e il conoscente che si diceva pronto a presentargli la donna si offre di fare da mediatore con l’albanese. I soldi vengono consegnati a lui che poi li dovrebbe dare all’albanese. Mille euro, duemila euro, cinquemila euro. Ogni volta il pensionato crede di essersi lasciato alle spalle questa brutta vicenda e ogni volta tornano a chiedergli soldi. Quando prova a fare resistenza, le minacce si fanno più pesanti. Ed è a questo punto che l’anziano decide di rivolgersi ai carabinieri per raccontare quello che gli sta succedendo. Parla delle telefonate di minacce, dei pagamenti, e i carabinieri, dopo aver informato il sostituto procuratore Roberta Pieri, cominciano a farsi un’idea di chi possa esserci dietro all’estorsione. Perché l’anziano non ha mai visto il marito albanese, e non ha più visto la donna indicata l’anno scorso ai giardini. L’unico personaggio reale della vicenda è il suo conoscente. Martedì arriva l’ennesima richiesta di soldi e i carabinieri organizzano una finta consegna: il pensionato dà una mazzetta di banconote al falso amico, che poi viene arrestato dai carabinieri. Secondo l’accusa è stato lui a organizzare l’imbroglio. La donna sfruttata dal marito non esiste, e non esiste nemmeno il marito. E’ stata perquisita anche l’abitazione di un’altra donna, nei cui confronti non sono stati presi provvedimenti.
Paolo Nencioni
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