Il Tirreno

Prato

In coda all’Emporio della Solidarietà Italiani in aumento

di Maria Lardara
In coda all’Emporio della Solidarietà Italiani in aumento

Oltre cinquemila persone si sono rivolte al “supermercato” Appello: «Arriva meno merce, servono più donazioni»

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PRATO. Bussano alla porta, chiedono con discrezione e dignità. Persone spesso insospettabili, anche tra i pratesi. Usano il carrello e una tessera punti per fare scorta di prodotti essenziali. Non siamo alla Coop o all'Esselunga, bensì all'Emporio della Solidarietà di via del Seminario dove oltre 5mila persone fanno la spesa per vivere, o meglio, per sopravvivere. Da qui nel 2011 sono usciti 695.736 pezzi e 28.226 scontrini, per un totale di 1.331 famiglie assistite (444.506 pezzi acquistati e 24.857 scontrini emessi nel 2010). Sbagliato credere che a questo supermercato sui generis, frutto di una scommessa lanciata nel 2008 da Caritas, Comune e Provincia, Fondazione Cassa di risparmio di Prato, si affaccino solo stranieri: nel 2011 è avvenuto anzi il sorpasso delle famiglie italiane sugli immigrati, ovvero il 51,1% degli utenti che hanno bussato all'Emporio.

I nuovi "poveri" vengono qui, si presentano con una tessera magnetica gratuita a punti che viene "strisciata" alla cassa prima di ritirare dagli scaffali gli alimenti o i prodotti necessari. E, come si evince dai dati forniti ieri durante la presentazione del bilancio 2009-2011, nel 2011 le "tessere mese" erogate alle famiglie italiane sono state 4.603: a seguire, 1.279 a nuclei albanesi, 930 marocchini e 697 nigeriani (assenti i cinesi). Mentre da una parte cresce il bisogno di una spesa solidale, dall'altro la crisi si fa sentire anche a monte della filiera che serve a rifornire gli scaffali dell'Emporio. «E nei primi tre mesi del 2012, complice la crisi che ha fatto sì come alcune aziende fornitrici si siano ridotte gli ordini, abbiamo registrato un calo drastico delle merce che prima ci arrivava, ben il 30%», denuncia il coordinatore Marcello Turrini. L'approvvigionamento dei prodotti è il primo dei pensieri dell'Emporio: «Mi appello alle imprese affinchè sempre più numerose entrino a far parte di questa catena di valore», auspica Silvia Bocci della Fondazione Cassa, mentre per il presidente della Provincia Lamberto Gestri «il trasferimento in via del Seminario è stato una scelta che ha dato dignità all'Emporio, laddove spesso la vergogna di dover ammettere il disagio porta a situazioni estreme come i suicidi cui purtroppo assistiamo ultimamente». Mentre l'assessore comunale Giorgio Silli ha ricordato come «l'amministrazione sia determinata nel continuare a reperire risorse per l'Emporio».

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