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Gli scarabocchi di Vita diventano un brand
La linea di T-shirt, felpe e borse creata dai figli Gianni e e Salvatore Salamone nell’outlet che verrà aperto in via S. Giorgio, ma il marchio vola già a Hong Kong
PRATO. In principio erano solo scarabocchi, tratteggiati in punta di matita qua e là su pezzi di carta e cartone. Creatività in embrione. E un passatempo che si trasforma in un nuovo brand fashion che trova casa a Prato, in uno showroom di 150 metri quadri in via San Giorgio.
Per tanti anni Vita, mamma e nonna di 78 anni da sempre con il pallino dei disegni, lo ha coltivato senza sapere che avrebbe fornito ai figli Salvatore e Gianni la materia prima per la loro linea di t-shirt, felpe e borse. Una vera fonte d'ispirazione, insomma. Finché un bel giorno i suoi figli si presentarono a casa con una scatola di pennarelli e così quegli schizzi anonimi presero sostanza e colore, acquistando la dignità di bozzetti stilistici. Questo successe circa un anno fa.
A mettere in piedi la squadra si fece presto, con il primogenito Salvatore, di professione stilista specializzato nella creazione di borse, ex dipendente di importanti case di moda, e l'altro figlio Gianni, cantautore fiorentino in arte "Salomone" conosciuto negli ambienti musicali per aver firmato nel 2008 il singolo "Bastardo" per sensibilizzare contro l'abbandono dei cani. Salvatore trapiantato a Prato da oltre trent'anni, affezionato al centro storico dove gestiva in passato un negozio di borse in piazza Sant'Antonino (poi lo studio "Tratto" in via Roma); l'altro artista, Gianni, invece vive a Firenze come la madre Vita.
Proprio lei, con i suoi 1.500 disegni sfornati in un anno e declinati secondo la fantasia del momento, è diventata la mente creativa per il progetto imprenditoriale dei suoi figli: l'universo di Vita è fatto di case, piante, animali, bamboline e astrazioni varie su cui si riversano macchie di colore. Non senza che in questa avventura venisse coinvolta la 28enne nipote Valentina, stilista emergente diplomata all'istituto d'arte di Montemurlo e figlia di Salvatore, con la differenza che la fanno impazzire più gli abiti che le borse. Il marchio "Vita Pippinella Hop!" nasce così tutto in famiglia per ambire a un mercato estero che ha sempre più fame di "made in Italy": l'inaugurazione dell'outlet all'interno della galleria San Giorgio è fissata per sabato pomeriggio (dalle 16 in poi).
Dalla fantasia alla realtà. Le "strane" creature partorite dal pennarello di Vita sono impresse su maglietta o su borsa, sia della collezione invernale che estiva. Come "Pippinella" che è anche il nome della società intestata alla giovane Valentina Salamone. Che si è scoperta imprenditrice in erba grazie al talento della nonna alla quale invece è stata donata una seconda giovinezza.
«Nostra madre era rimasta vedova: la scoperta del colore ha scatenato in lei un'esplosione di creatività a 360 gradi. Da allora non si è mai fermata, producendo una media di due disegni al giorno - raccontano Gianni e Salvatore -. Nel trasferirli dalla carta alla maglietta o alla borsa, abbiamo lasciato inalterata la spontaneità delle sue espressioni, senza correggere volutamente gli errori di ortografia».
Famosi prima di nascere. La forma di un elefante per qualcuno, quella di un cigno per qualcun altro. Non conviene decifrare troppo le figure frutto dell'invenzione di Vita: a ciascuno la sua libera interpretazione. Quel mix fra cigno ed elefante compone oggi il logo del marchio "Vita". «Quando mi presentai a mio fratello con una maglia "fatta in casa" con la foto stampata di uno scarabocchio disegnato da nostra madre, sapevamo già che l'idea ci avrebbe dato molto più di un semplice business. Infatti, ancor prima di nascere "Vita" ha suscitato l'entusiasmo degli addetti ai lavori».
Grazie alla mediazione di Confartigianato Imprese Firenze e Artigiancredito, i fratelli Salamone sono riusciti a ottenere un piccolo prestito per lanciarsi nell'investimento. La prima uscita risale a settembre scorso, quando "Vita" (iscritta a Assomoda) si è fatta conoscere alla fashion trade "White" di Milano durante la settimana della moda e replicando nella capitale lombarda a febbraio scorso con le collezioni in vetrina nello showroom di Laura Mancini. La ribalta internazionale è arrivata sotto i riflettori della fiera "Pure London" dove alle collezioni di "Vita" è stato dedicato un evento fotografico nel locale di Ron Wood dei Rolling Stones.
Che fatica fare "made in Italy". Sui disegni di mamma Vita Salvatore ci ragione sopra. Ci studia, crea il prodotto con i trattamenti adeguati. Le lavorazioni spaziano dai ricami alle applicazioni di strass o borchie su borse, felpe e magliette. Il tocco modaiolo di Valentina si fa sentire. Fino a qualche tempo fa girava per mercatini artigianali con i suoi articoli originali: abiti usati ai quali abbinava vecchie foto e immagini. Dai tessuti alla cucitura, tutto viene fatto a Prato. «Per restare fedeli al made in Italy facciamo i salti mortali. Abbiamo un piccolo giro di distribuzione nei negozi ma non è facile rimanere concorrenziali quando chiedono prezzi bassi». Mentre nell'outlet di via San Giorgio gli articoli sono venduti a prezzi di fabbrica, per portare nel guardaroba un capo "Vita" bisogna essere disposti a spendere di più. E un primo piccolo ordine di pezzi è volato per Hong Kong mentre sei campionari sono già stati richiesti per la distribuzione in Danimarca, Olanda, Russia e Paesi Scandinavi.
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