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Rissa alla fine della partita Alla sbarra padre e figlio

VERNIO. Fu un finale di partita davvero pirotecnico quello tra Pro Loco Cavarzano e Asd Migliana, giocata il 5 aprile del 2009 sul campo di Montepiano. Una rissa finale con colpi proibiti, offese e...

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VERNIO. Fu un finale di partita davvero pirotecnico quello tra Pro Loco Cavarzano e Asd Migliana, giocata il 5 aprile del 2009 sul campo di Montepiano. Una rissa finale con colpi proibiti, offese e quattro espulsi, che ora dal campo di gioco si è spostato nell’aula del Tribunale, davanti al giudice monocratico Monica Jacqueline Magi. Sul banco degli imputati ci sono Giuliano e Leonardo Giolli, padre e figlio, quest’ultimo giocatore del Cavarzano, già condannato dal giudice di pace a un’ammenda di 700 euro per aver colpito alla nuca un avversario Alessandro Montini, mentre il padre Giuliano è stato condannato a un’ammenda di 50 euro per aver minacciato Montini con le seguenti parole: «Se ti azzardi a fare qualcosa a mio figlio io ti mangio la testa». I due, difesi da Lenardo Pugi, hanno presentato appello ed è per questo che il processo si svolge davanti al giudice monocratico. Ieri sono stati sentiti alcuni testimoni, tra cui il giocatore del Migliana Andrea Santi, autore di una rete allo scadere che, secondo il referto dell’arbitro Massimiliano Coppola, prima di andare a esultare verso la sua panchina, avrebbe pesantemente irriso il suo marcatore, Leonardo Giolli. Ad aggravare la situazione, sempre secondo l’arbitro, sarebbero stati altri due giocatori del Migliana, Andrea Bellini e Alessandro Montini, entrati in campo dalla panchina. In particolare Montini, secondo l’arbitro, avrebbe alzato le braccia in aria portandole poi ai genitali («gesto in uso in alcune tifoserie più calde» scrive l’arbitro) aggiungendo poi il classico «piglialo in culo». Di qui la reazione di Giolli che, secondo l’arbitro e il giudice di pace, colpì Montini alla nuca procurandogli lesioni guaribili in 11 giorni. Giolli è stato invece assolto dall’accusa di ingiurie per le presunte frasi pronunciate all’indirizzo di Montini («sei un cornuto, ti trombo la donna»). Ora è tutto in mano al giudice monocratico, che deciderà l’8 maggio.

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