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Il ministero dà i voti Ospedale pratese nella media italiana
Analizzati i dati relativi alle prestazioni 2005-2010 Uno sguardo alle performance del Misericordia e Dolce
PRATO. Ora arrivano anche le pagelle per gli ospedali. A darle è lo stesso ministero della Saluteche ha reso pubblici i risultati del Programma nazionale esiti (Pne), gestito da Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari e regionali, per conto del Ministero.
Il rapporto, basato sull’analisi dei dati 2005-2010, raccoglie i dati di attività di circa 1.500 strutture ospedaliere italiane, sulla base di 46 indicatori (che vanno dalla mortalità per infarto a 30 giorni dal ricovero, all’ospedalizzazione per influenza, dalla proporzione di parti cesarei, ai tempi di attesa per l’intervento chirurgico per la frattura del collo del femore). Ad un primo sguardo la situazione dell’ospedale Misericordia e Dolce appare, almeno nelle principali prestazioni, abbastanza in linea con la media nazionale. Nessuna posizione particolarmente significativa ma neanche ultimi posti come invece accade per ospedali siciliani, campani o veneti. Diamo un’occhiata ad alcune prestazioni, tendo comunque conto, che a determinare il giudizio positivo o negativo possono essere i fattori più vari.
Infarto miocardico acuto mortalità a 30 giorni: al Misericordia e Dolce il dato è 7,20% contro il 4,11% dell’ospedale di Città di Castello (il primo in Italia), l’ultimo ha il 28,3%.
Ictus: mortalità a 30 giorni dal ricovero. Miglior performance per un ospedale pugliese (1,7%, ultima quella di un ospedale laziale 35%). Il Misericordia e Dolce ha una percentuale del 7,5%.
Fratturadel collo del femore: intervento entro 48 ore. Il Misericordia e Dolce ha un 35,5% contro il 93,8% dell’ospedale Villa Grassi di Genova (il migliore) e l’1% dell’ospedale San Biagio di Marsala.
Proporzione di parti con taglio cesareo. A Prato la percentuale è dell’11,4%. Il dato nazionale è del 28,3%.
Interventi chirurgici non oncologici con mortalità a 30 giorni. Il dato medio italiano è del 2%, a Prato è del 2,2%.
Intervento di artroscopia di ginocchio: reintervento entro 6 mesi. La media italiana è dell’1,5%. A Prato va meglio con lo 0,3%. (g.c.)
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