Il Tirreno

Prato

Allarme edilizia «Molte aziende presto chiuderanno»

di Ilenia Reali
Allarme edilizia «Molte aziende presto chiuderanno»

Preoccupazione dI Cgil, Cisl e Uil per i prossimi mesi «Il nero impera. Sbrighiamoci a creare un Osservatorio»

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PRATO. Tempi sempre più bui per l’edilizia pratese che dopo i grandi crack delle grosse aziende del settore si trova a fare i conti con un enorme calo di lavoro, con i mancati pagamenti alle aziende terziste e di conseguenza ai lavoratori e alla concorrenza sleale che, storicamente, cresce nei momenti di maggiore difficoltà. E dai sindacati, seduti allo stesso tavolo, arriva un grido d’allarme e la richiesta a gran voce di arrivare a mettere la firma finale per la creazione dell’Osservatorio proviciale del settore.

Un organismo che, secondo i rappresentanti di Fillea Cgil (Emilio Testa), Filca Cisl (Enrico Menici) e Feneal Uil (Francesco Romano) consentirebbe di avere più occhi sul settore per meglio controllare i comportamenti scorretti che nuocciono a tutto il sistema.

Uno strumento che tutti gli addetti ai lavori invocano ma la cui costituzione sta andando alle lunghe per il timore che possa essere sbilanciato a favore di un organismo o dell’altro. «Sarebbe importante oggi più che sempre che l’osservatorio fosse a regime - commenta Emilio Testa - perché la situazione del settore è di forte crisi: la cassa integrazione negli ultimi due mesi è agli stessi livelli dell’anno passato per tutti i dodici mesi e quindi, in questa situazione, avere uno strumento di controllo aiuterebbe molto».

«L’Osservatorio - fa notare Menici - si occupa di controllare le pratiche, di verificare la veridicità del Durc, il documento di regolarità contributiva, di monitorare tutto il settore che è storicamente uno di quelli più a rischio anche per il riciclo del denaro, non a caso chi ci lavora lo chiama lavanderia. L’Osservatorio, se realizzato nella maniera giusta come uno strumento trasparente, garantirebbe un aumento della legalità. Tutti i dati infatti potrebbero essere incrociati».

Ed è per questo, fa notare, Francesco Romano che «chiediamo di velocizzare i tempi. Lo chiediamo anche al prefetto. E chiediamo anche che si aumentino i controlli nei cantieri: da tempo si è concentrati su altri settori lasciando gli altri, anche se a rischio, abbandonati a se stessi. Il nero nell’edilizia esiste da sempre ma ora sta sostituendo quasi in toto i rapporti regolari».

Testa, Menici e Romano chiedono inoltre interventi anche alle istituzioni. «Sarebbe necessario in questa fase si riuscisse ad aiutare le imprese locali facendo ristrutturazioni e manutenzione anche negli edifici pubblici in modo da sostenere il più possibile i posti di lavoro. Noi sappiamo già che il 2012 sarà in assoluto l’anno più critico: saranno moltissime le aziende di piccole dimensioni costrette a chiudere per la mancanza di lavoro ma soprattutto per i mancati pagamenti: in media un lavoratore edile ha lo stipendio arretrato di due mesi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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