Il presidio
«Sul piano strutturale, negato un consiglio straordinario»
PRATO «Abbiamo chiesto il 28 novembre 2011, ovvero tre mesi fa, un consiglio straordinario sul piano strutturale e sulle prospettive della città. Ma ancora non abbiamo ricevuto alcuna risposta». La...
PRATO
«Abbiamo chiesto il 28 novembre 2011, ovvero tre mesi fa, un consiglio straordinario sul piano strutturale e sulle prospettive della città. Ma ancora non abbiamo ricevuto alcuna risposta». La critica viene dal capogruppo Pd Massimo Carlesi che lancia un appello: «Perché si decide in fretta la data - dice -e perchè si avvii un confronto su quelle che sono le progettualità future per la città». Per Carlesi, infatti, «è importante che nella fase di dibattito e costruzione del nuovo Piano il consiglio comunale ne discuta gli indirizzi». Confronto che, secondo il capogruppo Pd, è mancato in città: «La giunta ha aperto e chiuso una cosiddetta fase di partecipazione “leggera”- continua Carlesi - con un incontro pubblico per ciascuna circoscrizione e per arricchire un po’ la cosa ha considerato valido il town meeting fatto dalla precedente amministrazione. Le categorie economiche hanno espresso preoccupazione perchè del piano strutturale poco o nulla hanno capito».
Fatto ancora più grave, secondo Carlesi «che la conferenza dei capigruppo alla quale ci siamo rivolte per le sollecitazioni, non abbia idea di quando potrà essere calendarizzato il consiglio comunale. E’ gravissima - prosegue - l’incapacità politica della giunta di affrontare un argomento così importante». Un passaggio Carlesi lo dedica all’ufficio Piani attuativi «preposto alle verifiche sui piani di recupero e sui piani di zona che ha una situazione drammatica sotto il profilo del personale: ha mediamente due dipendenti più un aiuto e non riesce a mandare avanti nemmeno le richieste di quanti voglio impegnarsi sulle trasformazioni della città». «Su tutta la materia urbanistica - è l’opinione di Carlesi - questa giunta è carente sia nella gestione dell’attività sia sulla progettualità. E il rischio ulteriore è che, al contrario di quanto successo fino a ora - conclude - ci sia la volontà di approvare il Piano con i voti del solo centrodestra. Significherebbe dare una matrice politica ben definita alla pianificazione che invece è di tutta la città».
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