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Prato

Elezioni Rsu: 4.290 lavoratori al voto

Elezioni Rsu: 4.290 lavoratori al voto

Chiamato alle urne il pubblico impiego. Iorio, Cgil: «Nostri candidati in ognuna delle 24 liste»

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PRATO

Quattromila 290 lavoratori della pubblica amministrazione pratese (enti locali, uffici dello Stato, enti non economici, agenzie fiscali e’Asl) andranno al voto per eleggere le rappresentanze sindacali unitarie (rsu il 5, 6 e 7 marzo. Nelle liste della Funzione pubblica Cgil saranno candidati 140 lavoratori in rappresentanza del maggior sindacato italiano.

La Funzione Pubblica Cgil ha presentato la propria lista di candidati in ogni posto di lavoro, complessivamente 24 liste, superando la Cisl ( 21 liste ) e la Uil (15).

«Essere riusciti a presentarci in ogni posto di lavoro è per noi motivo di soddisfazione. È un segnale positivo che riceviamo dai lavoratori – commenta il segretario generale Fp Cgil Giovanni Iorio – che evidentemente stanno riconoscendo alla Cgil e alla categoria del pubblico impiego lo sforzo e l’impegno profuso in questi anni di duro confronto con il governo e più in generale con le amministrazioni pubbliche. Le elezioni delle rsu - continua - arrivano con due anni di ritardo ma non per volontà della Cgil. Quello che conta è che ora si voti».

«Le elezioni delle rsu - aggiunge - nel pubblico impiego sono la più importante scadenza democratica ed elettorale, in sede locale, dopo le elezioni amministrative».

Questi i numeri: andranno al voto 1523 lavoratori degli enti locali (di cui 991 al Comune di Prato), 648 dello Stato, degli enti pubblici non economici e delle agenzie fiscali (di cui 145 all’Agenzia delle Entrate, 108 del palazzo di Giustizia e 93 dell’Inps) e 2119 dell’Asl. In genere si potrà esprimere un’unica preferenza ad eccezione del Comune di Prato e dell’Asl, dove se ne potranno esprimere fino a due.

A tal proposito la Fp Cgil dà indicazione che almeno una delle due preferenza premi una candidata donna.

«Purtroppo si vota in soli tre giorni – conclude Iorio – invece che in quattro come nel 2007 e questo di fatto, soprattutto all’ospedale dove i turni di lavoro non facilitano l’accesso al voto, rischia di limitare gli spazi e i tempi per l’espressione della democrazia. Crediamo però - conclude Iorio -che la voglia di esprimersi da parte dei lavoratori supererà anche questo ostacolo».

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