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Al teatro Bolognini va in scena la tragedia armena
PISTOIA Una donna e una ragazzina incrociano le loro strade davanti a un focolare, mentre fuori impazza una tormenta di neve. Stasera alle 21 al teatro Bolognini va in scena lo spettacolo "Una cena...
PISTOIA
Una donna e una ragazzina incrociano le loro strade davanti a un focolare, mentre fuori impazza una tormenta di neve. Stasera alle 21 al teatro Bolognini va in scena lo spettacolo "Una cena armena" di Paola Ponti, ispirato alle testimonianze di Sonya Orfalian, figlia della diaspora armena, che ha collaborato alla stesura dei testi, che poi ha riversato nel volume "La cucina d'Armenia". In scena ci sono Danilo Nigrelli e Rosa Diletta Rossi; la regia è di Danilo Nigrelli.
Sonya Orfalian ha trascorso la sua infanzia come rifugiata in terra di Libia. All'età di undici anni, dopo il colpo di Stato di Gheddafi, ha trovato asilo a Roma, dove vive ancora oggi e svolge la sua attività di artista.
Nello spettacolo la storia si dipana attraverso il racconto di due donne: una ha cinquant'anni e una memoria antica, figlia della diaspora del popolo armeno e sopravvissuta al tentativo sanguinario del popolo turco di annientarla.
L'altra, Nina, è invece appena uscita dal liceo, è fresca, sbarazzina, a tratti comica. Le due donne si muovono nello spazio come due bestie in gabbia, che lentamente cominciano ad annusarsi. Nina comincia a curiosare in casa e trova alcuni oggetti: il tavlì (backgammon), metafora della guerra e rigorosamente usufruibile solo dagli uomini, uno strano vecchio cestino usato dalle nonne quando si andava al bagno turco nei giorni di festa e che conteneva gli "eshklìk" (così pieni di peperoncino da far bruciare le labbra e il mento a causa della dilatazione dei pori per l'umidità), un piccolo crocefisso, rigorosamente della Chiesa Apostolica Armena. Una storia semplice, che riemerge dai cuori delle due donne, tra i ricordi. Molti armeni, tra il 1915 e il 1923, subirono una sorte tremenda, trucidati sistematicamente dai turchi che occuparono le loro terre.
Un massacro ancora oggi negato dalle autorità di Ankara, ma che i tanti discendenti dei sopravvissuti cercano di far rivivere, anche attraverso l'arte.
Questa pièce teatrale di Paola Ponti e della compagnia Malbeck è uno dei tanti esempi. Per ulteriori informazioni contattare lo 0573 991609 - 27112; posto unico intero 12 euro; ridotto under 25 e studenti 10; abbonati teatro Manzoni
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