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Cenni sulle divisioni nel Pdl: «Alla fine prevarrà la responsabilità»
Il sindaco ha commentato anche le sue difficoltà giudiziarie: «Ho ancora importanti sostegni. Non è cambiato nulla dal 2009 e sono pronto ad andare avanti fino a quando non decideranno di sfiduciarmi».
So che c’è una discussione interna e sembra che al Congresso si vada con due mozioni». Così il sindaco di Prato Roberto Cenni ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle divisioni nel pdl pratese a margine di un convegno sulle Pmi. «Mi trovo anche in difficoltà a parlarne perchè non ho nessun ruolo all’interno del partito - ha aggiunto il sindaco. Sono convinto che poi alla fine prevarrà la responsabilità di ciascun partecipante: chi si riconosce nell’una o nell’altra mozione avrà presente quelli che sono i bisogni e le necessità della città».
Cenni, a chi gli faceva presente che nella discussione potrebbe giocare un ruolo anche la sua figura, soprattutto dopo le vicende giudiziarie legate al Gruppo Sasch, che non gli risulta. «Ho sempre avuto forti e importanti sostegni, anche nei momenti di maggior difficoltà, come quello della mozione di sfiducia» presentata dal Pd e respinta dal Consiglio comunale. «Non percepisco un cambio di idee rispetto a quello che fu la mia candidatura nel 2009. Almeno nelle espressioni e nelle dichiarazioni, si dicono tutti pronti a sostenermi». E lui non ha intenzione di mollare: solo due condizioni lo spingerebbero verso questa soluzione: «La prima - ha concluso Cenni - è se sentissi che il ruolo anzichè essere positivo per la comunità non riuscisse a produrre atti importanti, l’altra sarebbe la sfiducia da parte dei consiglieri».
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