Aziende “distratte” Tia dimenticata da decine di imprese
Ridurre le spese e aumentare i controlli sulle imposte che i cittadini sono tenuti a pagare. Il programma del Comune di Montemurlo è questo e in attesa di calibrare i controlli sulla mensa
MONTEMURLO. Ridurre le spese e aumentare i controlli sulle imposte che i cittadini sono tenuti a pagare. Il programma del Comune di Montemurlo è questo e in attesa di calibrare i controlli sulla mensa e i trasporti, tra i cui utenti si anniderebbero altri furbetti, ecco arrivare il resoconto su quelli della Tia (Tariffa igiene ambientale). Nel 2011, stando ai dati forniti da Asm sulla base dei pagamenti effettuati tramite bollettino, ci sono state 47 aziende montemurlesi che si sono dimenticate di versare completamente la loro quota annuale. Dimenticanze che hanno privato il Comune di ben 119mila euro. «Finora non avevamo strumenti e competenze sufficienti per controllare l'evasione e ci siamo difesi con i controlli sulla legalità della polizia municipale, che ha portato al sequestro di 39 capannoni, cioè tre al mese, e di ben 1206 macchinari – spiega l'assessore Rossella De Masi - Il decreto Salva Italia ha reso però possibile il coordinamento tra coloro che sono in possesso di dati sensibili sull'evasione e quindi, in futuro, potremo davvero analizzare nel dettaglio la situazione montemurlese».
La rivelazione sull'ammontare dell'evasione della Tia a Montemurlo è stata resa possibile da un'interrogazione, lunedì sera in consiglio comunale, nella quale Cosimo Zecchi (Pdl) chiedeva conto dell'evasione cinese sotto la Rocca. Delle 47 aziende morose ben 35 sono cinesi, tra mobilifici, confezioni e industrie chimiche. Le altre 12 sono tutte italiane e rappresentano il variegato mondo del tessile locale. A Montemurlo, su un totale di 2.785 aziende, sono 359 quelle guidate da imprenditori cinesi. Che salgono però a 369 se si considerano quelle aziende che hanno la sede a Prato ma anche una filiale sotto la Rocca. Niente da fare invece per l'evasione dell'Ici. «Questo è un punto che dobbiamo risolvere a tutti i costi – aggiunge Rossella De Masi - per il momento ci riferiscono che l'evasione dell'Ici a Montemurlo non è quantificabile perchè tanti capannoni sono affittati a stranieri ma appartengono a italiani. Ci mancano ancora molte cose – conclude - da una commissione tributaria simile a quella di Prato a rapporti più stretti con Guardia di Finanza e ufficio delle entrate».
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