Il Tirreno

Prato

Matrimoni in crescita l’amore batte la crisi

di Maria Lardara

I numeri del 2011 forniti dal servizio demografico del Comune: 312 i “si” civili e 217 quelli religiosi. Novità nelle unioni miste: tre pratesi hanno sposato donne cinesi

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PRATO. E vissero felici e contenti. Con o senza "contratto" di matrimonio. Chissà come reagirebbe San Valentino, il protettore degli innamorati, se sapesse che nel 2011 la favola a lieto fine si è conclusa "solo" per 312 coppie pratesi davanti a un ufficiale di stato civile e "solo" 217 sono andate all'altare. Meglio non lamentarsi troppo: l'annus horribilis per la luna di miele dei pratesi è stato il 2010, con un numero di matrimoni (470) dimezzato rispetto al 2009 (714). Un tracollo - la fotografia è scattata dall'ufficio statistica del Comune - che l'assessore comunale ai Servizi demografici Anna Lisa Nocentini, solita celebrare diversi matrimoni con rito naturalmente civile, spiega così: «Nel 2010 è avvenuto il grosso dei licenziamenti, la crisi ha sicuramente costretto tante coppie a rivedere i piani». Insomma, sembra che l'amore non basti sempre per pronunciare il fatidico "sì": in tempi di crisi, il sogno delle nozze rischia di allontanarsi. «Parlando di matrimoni fra italiani, il trend è in costante diminuzione dal 2007 in poi, toccando il fondo nel 2010 e con una leggera ripresa nel 2011», sottolinea l'assessore.

Fra gli italiani le unioni celebrate nell'anno appena trascorso sono state 354 (338 nel 2010) a fronte dei 451 nel 2007. Ma buona parte di chi ha scelto di sancire il sacro patto coniugale nel 2011 non parla italiano: 175 i casi dei matrimoni con almeno un coniuge straniero, in salita rispetto al 2010 (132) e comunque mai quanto nel 2009 quando si è verificato un boom di sposalizi tra stranieri e "misti" (uno dei due è italiano), complessivamente 347. Anche perchè il motto "finchè morte non vi separi" era vero prima dell'estate 2009, quando l'entrata in vigore del pacchetto sicurezza voluto dall'ex ministro Maroni rese obbligatorio il permesso di soggiorno per contrarre un matrimonio. E così lo status di clandestino di uno dei promessi sposi poteva mandare - e ha mandato - all'aria tanti piani di nozze. Prendere marito italiano, oppure innamorarsi di un connazionale con un permesso di soggiorno in tasca per "regolarizzarsi", era vietato. Tanti fiori d'arancio sono così appassiti nel 2010: 60 i matrimoni coronati tra i figli dell'Impero Celeste (sono stati 237 nel 2009), 87 nel 2011. Ma "amor vincit omnia", scriveva Virgilio nelle Bucoliche (ammesso che amore sia: i matrimoni di convenienza sono sempre esistiti, da che mondo è mondo): nel luglio scorso una sentenza della Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il requisito del permesso di soggiorno per sposarsi. Semaforo verde dunque per le coppie "miste" o formate solo da stranieri. In qualche caso i matrimoni multietnici diventano piccoli laboratori d'integrazione. «Ma i cinesi sposano solo le cinesi - osserva Nocentini- Nel 2011 questo è avvenuto in 84 casi su 87, praticamente la totalità dei matrimoni cinesi mentre nelle altre etnie maggiori contaminazioni sono possibili. Nel 2011 dodici italiani hanno preso come consorte una donna di nazionalità romena, dieci dell'Europa non comunitaria, molte con provenienza dai paesi dell'Est». Il fascino degli occhi a mandorla inizia a fare breccia nel cuore degli italiani: tre pratesi hanno sposato altrettante cinese nel 2011, nel 2010 nemmeno uno…

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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