Il Tirreno

Prato

Ha tentato di uccidere il figlio disabile

di Ilenia Reali
Ha tentato di uccidere il figlio disabile

L’Inps gli aveva tolto la pensione di accompagnamento. La madre gli dà 90 pasticche e poi prova a suicidarsi

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PRATO

Pochi giorni prima c’era stata una visita all’Inps per confermare la disabilità grave del figlio. E subito era arrivato anche quel verdetto terribile per l’anziana, già duramente provata dalla vita: quel suo ragazzo, ormai quasi cinquantenne e malato fin dalla nascita, era sì disabile al 100% ma, per l’Istituto previdenziale, senza diritto alla pensione di accompagnamento. Una notizia che aveva fatto precipitare la donna in un’incertezza mostruosa. Come fare? Quei soldi nel menage familiare del resto erano necessari per andare avanti. Da anni ormai il marito l’aveva abbandonata e lei ormai poteva contare solo sulle sue forze e su quelle dell’altra figlia. Altra figlia, tra l’altro, (che già viveva per conto proprio) che, proprio qualche settimana prima aveva perso il lavoro.Era stata licenziata e quindi non avrebbe potuto neppure contare su di lei.

La donna, ora assistita dall’avvocato Raffaella Pastore, non ha trovato altra soluzione a quella di provare a farla finita. Lei, e quel suo piccolo grande uomo, non autosufficiente. Prima ha dato 90 capsule di sonnifero al figlio, poi ne ha prese altrettante per sè.

A ripercorrere quei momenti drammatici, ieri, in una delle aule del Tribunale di Prato la figlia e la sorella, testimone di quello che era accaduto nella sua casa di origine nel 2010: vittima, per la legge italiana, è il fratello disabile che ora vive in una struttura dell’Anfas in città, imputata l’anziana madre che, dopo gli arresti domiciliari trascorsi a casa della figlia abita da sola.

«Sapevo che mamma - ha testimoniato la figlia cinquantenne - non aveva preso bene l’esito di quella visita. Era preoccupata. Era già in cura da tempo da uno psichiatra, la sua situazione si era aggravata negli anni Ottanta, dopo che mio padre ci aveva abbandonati e lei aveva dovuto fare tutto da sola. Ero preoccupata e ho insistito a telefonarle: quando ha risposto è riuscita a dire che aveva fatto una cosa molto grave».

La donna si è subito precipitata nella casa d’origine e qui ha trovato il fratello, nel letto. «Ho pensato fosse accaduto il peggio», ha riferito al giudice.

L’ha schiaffeggiato e si è accorto che era vivo. Ha chiamato i soccorsi, mentre la madre in stato confusionale, le ha riferito quali farmaci avesse preso.

Una tragedia terribile. Che è certo non avrà, alla fine, nè vincitori nè vinti ma continuerà a portare con sè tanto dolore. La prossima puntata di questa storia di ordinaria, straordinaria, disperazione è fissata per aprile, data del dibattimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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