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«Mia sorella partoriva e intorno c’era il caos»

«Mia sorella partoriva e intorno c’era il caos»

La zia del bambino nato sul pianerottolo con l’aiuto del babbo protesta «Ambulanza senza medico». Il 118: «Ci hanno dato informazioni insufficienti»

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di Alessandro Pattume

PRATO

Dopo la gioia, ecco la polemica. La felicità è quella della famiglia Manco per la nascita a dir poco rocambolesca del piccolo Antonio, avvenuta venerdì scorso sul pianerottolo di una casa di via Toscanini a Montemurlo.

La polemica è invece quella innescata da Vanessa Tarantino, sorella della madre di Antonio, per il servizio offerto dal pronto soccorso. «Quando un cittadino chiama il pronto soccorso e chiede un medico, lo fa perchè si aspetta un certo tipo di servizio e di competenze - spiega - che in questo caso, purtroppo, non ci sono state. Un fatto eccezionale si è così trasformato nel caos più totale».

In preda al panico.

Sono quasi le 16,30 di venerdì scorso. Mentre alcuni abitanti di via Toscanini sono scesi in strada e discutono della scossa di terremoto che quel giorno ha colpito mezza Italia, la famiglia Manco chiama il 118. « Quando a mia sorella si sono rotte le acque abbiamo chiamato subito i soccorsi e nel giro di qualche minuto è arrivata la Misericordia, però senza medico - racconta Vanessa Tarantino - stavamo scendendo le scale, ma loro ci hanno detto di tornare di sopra, a letto. Una cosa impossibile per mia sorella che era già in travaglio e così mio cognato e mio padre hanno deciso di farla stendere sul pianerottolo. Senza che dai volontari arrivasse aiuto, tanto che mio cognato ha fatto nascere il bambino».

Nel frattempo, l'arrivo dell'ambulanza e le urla della partoriente hanno attirato una piccola folla davanti alla casa della famiglia Tarantino. «Antonio è nato alle 16,42 di venerdì scorso, qualche minuto prima che arrivasse il medico della Croce d'Oro - continua la zia di Antonio - ma invece di ritornare alla tranquillità la situazione è degenerata nel caos. Non voglio accusare niente e nessuno, ma solo sensibilizzare: si è trattato di un evento eccezionale ma io credo che in casi come questi c'è bisogno di persone competenti e non solo volenterose.- Quando Antonio è nato su via Toscanini una finestra s'è aperta e qualcuno ha gridato - è nato, è nato».

Come in un film.

«Per non parlare di quando mia sorella è stata caricata sull'ambulanza e questa è partita con il portellone aperto - conclude Vanessa Tarantino - solo le urla nostre e quelle dei curiosi hanno impedito che se ne andasse in quel modo».

Problemi di comunicazione. Alessandro Querci, direttore del 118 pratese, spiega che si è trattato di un semplice errore di comunicazione tra il pronto soccorso e il richiedente.

«Gli elementi forniti nella telefonata non lasciavano pensare alla necessità di un medico - spiega - perchè un conto è se qualcuno dice che “a mia moglie si sono rotte le acque” e un altro è se ci viene detto “mia moglie sta partorendo”». «Per questo - continua Querci - in un primo momento è stata inviata un'ambulanza di soccorso di base e solo in un secondo momento, vista la situazione, è stato richiesto il medico. Se al telefono, invece di riferire solo la rottura delle acque della signora, ci fosse stato comunicato anche che il parto era così imminente, il medico sarebbe arrivato subito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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