La benzina vola alle stelle ma il car pooling stenta
La formula dell’auto in comune per condividere il tragitto casa-lavoro non raccoglie molte adesioni nonostante i prezzi elevati dei carburanti
di Maria Lardara
PRATO
Si viaggia in compagnia. Uno mette l' auto, gli altri condividono le spese. E se i blocchi dei camionisti e la benzina alle stelle di questo periodo fossero l'occasione giusta per riscoprire l'auto in comune? A Prato l'esigenza si sente e si vede. Corre sul filo del web: da giugno scorso le iscrizioni sulla pagina speciale del Comune (carpooling.comune.prato.it), complice anche la campagna di promozione lanciata con cartelloni esposti sulle strade, sono raddoppiate in pochi mesi. Ma solo 14 aspiranti automobilisti pronti a dare l'autostop per il momento solo "virtuale", lungo il tragitto casa-lavoro, sono una goccia nel mare. Sulla piattaforma del Comune (Prato è stata una delle prime città in Italia a lanciare il servizio), i cittadini possono incontrarsi e condividere tappe e destinazioni, inserendo percorsi e verificando richieste di passaggi. Ma nessuno di quelli iscritti, fascia d'età media intorno ai 30-40 anni, è riuscito a trovare un compagno di viaggio, per dimezzare le spese del carburante e inquinare meno.
Quando ha visto l'iniziativa del car pooling lanciata dal Comune, Erika Tedino, pratese con un contratto a tempo indeterminato che la spinge per esigenze di lavoro fino a Borgo San Lorenzo, non ci ha pensato due volte e si è iscritta. Da via Curtatone fino al Mugello è un tragitto impegnativo. «Sono disponibile a imbarcare passeggeri anche fino a Barberino o fino a Calenzano. La mia esperienza di pendolarismo è stata traumatica. Prima mi spostavo in treno ma a un certo punto ho iniziato a perdere la coincidenza da Firenze per Borgo per la decisione della Regione di anticipare l'orario del secondo treno». Tragitto più corto per Francesco Rosati, di professione digital marketing consultant specializzato nei social media: sulla ricetta del car pooling da Santa Lucia a via Catani (casa-lavoro) ci puntava molto. «Non ho ricevuto nessun contatto dal sito. Con mio sommo disappunto, pur continuando a constatare la fila perenne di macchine con un solo passeggero tra Santa Lucia e Mezzana e viceversa. Probabilmente c'è una forte disinformazione». Cocente delusione anche per Laura Taviani, titolare da 12 anni di un mercatino dell'usato per bambini ("Cose d'altri bimbi" in via Zarini). Il suo spostamento quotidiano, per il quale è disposta a concedere passaggi con la sua macchina e dividere così le sue spese, si snoda tra viale Galilei e via Zarini: ogni mattina intorno alle 8. «Credo moltissimo nelle motivazioni ecologiste e, avendo un mercatino dell'usato per bambini, abbraccio la causa del non spreco». Ci ha provato ancora senza successo anche Giovanni Lenzi, 35enne fisioterapista, che nutre però fiducia («Il mio è un percorso particolare: Migliana-Prato») e la musica è la stessa anche per l'architetto Francesco Paoletti che si muove lungo la tratta Comeana-Prato.
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