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Imu al doppio su uffici e aziende
I calcoli di Sori: un negozio piccolo, 40 mq, passerà dai 248 euro di Ici ai 487 della nuova tassa
PRATO
Sulle prime abitazioni saranno dolori , sulle seconde e terze case pure, ma su tutto ciò che riguarda gli edifici adibiti al lavoro: immobili commerciali, artigianali e industriali, la scure della nuova Imu (ex Ici)la tassa comunale sugli immobili, davvero non avrà pietà.
Con le rivalutazioni catastali al 60%, le proiezioni ormai concluse di Sori che ha ricevuto dal Comune, dallo staff della Ragioneria, l’incarico di effettuare le simulazioni, parlano di aumenti mediamente del doppio. Una stangata in arrivo, non c’è che dire e calcolata sulle aliquote standard indicate dal governo: il 4 per mille sulle prime case, su tutto il resto il 7,6 per mille. Il fatto è che sugli immobili destinati alle attività, di detrazioni non ne sono previste e quindi i numeri sono netti: per un magazzino di 400 metri quadrati si passerà da un Ici di 911 euro a una Imu di 1787 con un aumento di 876 euro, per un ufficio medio (100 metri quadrati) dai 497 euro di Ici ai 975 euro di Imu (aumento di 478 euro) per un piccolo negozio (40 metri quadrati) da 221 euro (Ici) a 438 euro (Imu) con un aumento di di 217 euro e così via. Il massimo della convenienza, applicando le aliquote standard, si avrà con gli edifici industriali di gradi dimensioni (800 metri quadrati) che passeranno dai 10mila euro e spiccoli di Ici ai 14.811 di Imu con un aumento di “soli” 4mila 742 euro. Sempre tanto, ma almeno non sarà il doppio.
«Quello che ha portato la tassa alle stelle - spiega il presidente Sori, Giovanni Luchetti - è la rivalutazione catastale che rende il totale da pagare elevatissimo. Credo che a Roma si dovrà fare una riflessione complessiva sulla nuova tassa - aggiunge - perché si rischia di svuotare completamente le tasche della gente che si troverà a pagare la tassa sugli immobili ma poi dovrà tagliare i consumi su molto del resto».
D’altro canto - sempre su simulazioni Sori - a Prato il montante complessivo Imu nel 2012 è destinato ad aumentare di più del doppio: da 31 milioni 907 euro nel 2011 (con circa 13 milioni di Ici prima casa non pagati però dai cittadini negli anni nei quali il balzello era stato eliminato ma che rientravano nei forzieri dei Palazzi attraverso i trasferimenti statali)si passerà a un Imu complessiva di 72 milioni 954.252 tutti, questa volta, a carico dei contribuenti : Imu prima casa calcolata sui 15 milioni, tutti gli altri immobili che porteranno ad un incasso di 57 milioni 861.163. Insomma un aumento di tasse previsto di poco più di 40 milioni. Non c’è male.
Una volta terminati gli studi la “palla” è destinata a passare al Comune che dovrà decidere le aliquote di applicare. Una partita delicatissima , come ha già detto l’assessore al Bilancio Adriano Ballerini intenzionato a gestire questa “patata bollente” «con il massimo di equità possibile».
Rispetto alle aliquote standard i Comuni potranno aumentare o diminuire di un a piccola percentuale sia l’aliquota relativa alla prima casa sia quella da applicare su tutti gli altri immobili.
Vediamo quali sono le possibilità : gli enti pubblici potranno portare al 2 o al 6 per mille la percentuale da applicare sulla rendita catastale sulle prime casa mentre l’aliquota sugli altri immobili potrà avere uno scarto dello 0,3 per mille in più o in meno. Si tratta in ogni caso di cifre totali da capogiro. Per individuare una strada percorribile, evitando di aggravare ancora le fasce più deboli della popolazione, il Comune sta pensando di applicare l’Imu sulla base delle fasce Isee.
Cristina Orsini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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