Il presidio
Un parco al posto della fattoria l’ex progetto del centrosinistra
Ciuoffo: «È vero che questa giunta ha accolto le nostre previsioni sulla variante Declassata ma l’uso che ne fa è completamente diverso. Quei terreni li vogliono destinare allo stadio»
PRATO
«Sul lotto di terreno che ospita la fattoria degli animali a Capezzana, la giunta Cenni ha confermato le previsioni urbanistiche contenute nel nodo tre della nostra variante Declassata. Quello che differisce invece è su come la giunta Cenni intenda usarle». Parola di Stefano Ciuoffo, ex assessore all’Urbanistica nella giunta Romagnoli.
C’è qualcosa che non torna - secondo Ciuoffo - nell’ affermazione dell’assessore Roberto Caverni che per giustificare la determinazione a procedere nello sfratto della famiglia Giuliani, l’altro giorno ha spiegato che il contenzioso in atto la nuova giunta se l’è trovato e che siccome ritiene giusto procedere nelle previsioni, non arretrerà. «Se è vero - precisa Ciuoffo - che anche secondo noi quegli ettari di terreno avrebbero dovuto essere utilizzati diversamente, è altrettanto certo che nei quattordici ettari di terreno, svincolati dall’attuale piano strutturale, noi avevamo previsto di realizzare il parco di Capezzano e loro invece hanno in programma di destinare l’area alla costruzione del nuovo stadio. E tutto si può dire tranne che una struttura di così forte impatto ambientale possa essere scambiata per verde».
Andiamo per ordine. Sulla destinazione dei terreni oggi occupati dalla fattoria degli animali , i terreni Salvi Cristiani, si discute dalla seconda giunta Mattei, ovvero da una quindicina di anni. «E’ evidente - aggiunge Ciuoffo - che rispetto a previsioni urbanistiche di largo respiro, la tutela di un cascinale e di qualche animale possa possare in secondo ordine. La giunta Romagnoli ha cercato soluzioni alternative per l’attività della famiglia Giuliani, soluzioni però che, pur continuando un dialogo, non sono state trovate». Oggi siamo agli ufficiali giudiziari e alle proteste di piazza. «Una piccola parte dei terreni, la nostra variante Declassata li destinava - continua l’ex assessore - a edilizia sociale (3mila metri quadrati ndr) mentre altri 12.700 metri quadrati, sul fronte strada di via Capezzana, erano destinati ad attivare le procedure di perequazione per alleggerire il Macrolotto zero». Se si fa una botta di conti ci si rende conto che effettivamente quei volumi sono in grado di contenete i circa 180 appartamenti confermati dalla giunta Cenni, ma è sugli altri 14 ettari di terreni agricoli che fanno sempre capo alla fattoria che“il prima e il dopo” cambia e non di poco.
«La nostra volontà - spiega Ciuoffo - era quella di attenerci alle indicazioni dei cittadini che con una petizione popolare che conteneva un discreto numero di firme volevano la realizzazione di un parco.» I confini erano giù tracciati: dalla tangenziale Nam Dim fino al cimitero di Galciana e con acquisto da parte del Comune di un pezzo di terreno comprato con i soldi del fondo creato per monetizzare gli standar.
Cristina Orsini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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