Il Tirreno

Prato

Pane raffermo da gourmet Comeana gli dedica la festa

Pane raffermo da gourmet Comeana gli dedica la festa

L’ idea è dei due forni della frazione carmignanese. La Pro loco ha detto sì e ha cominciato a pubblicare sul sito i piatti da preparare in casa

2 MINUTI DI LETTURA





di Walter Fortini

CARMIGNANO

A luglio c'è la fiera a Comeana, da anni in cerca di una nuova formula. «Potremmo farla diventare la festa del pan raffermo: sarebbe bello» azzarda Alice, giovane commerciante del paese. E' solo un'idea per adesso, una proposta. Si vedrà. Quello che Alice Bartalucci e Laura Pepe, proprietarie rispettivamente dell'alimentari “La Botteghina” e della panetteria “Pan Pepato”, hanno intanto deciso di fare è suggerire ai loro clienti – ma non solo a loro - qualche modo semplice (e veloce) di utilizzare il pane che sempre più spesso alla fine della giornata avanza a casa. L'hanno suggerito alla Pro Loco e sul sito dell'associazione, www.carmignanodivino.prato.it, è nata una pagina con le prime ricette, testate e provate. Ma altre se ne aggiungeranno. «Sono pratici consigli per risparmiare ed evitare di gettare il pane della pattumiera. L'idea di Laura e Alice ci è subito piaciuta – commenta Niccolò Fanfani, presidente dell'associazione - Un'idea che ben si sposa anche con sostenibilità e filiera corta e per questo potrebbe diventare un filone ed un ingrediente di una della nostre fiere: quella di Carmignano o quella di Comeana».

Sul web di modi per utilizzare in cucina il pane raffermo se ne trovano già tanti. Ne abbiamo trovati ottantaquattro solo su un sito, cercando casualmente con Google. Ricette che non sono solo la classica ribollita, pappa con il pomodoro o l'acqua cotta. Ma costruirci una festa sarebbe una vera novità. Se già sarà possibile la prossima estate ( o a dicembre) lo vedremo presto. Intanto Alice e Laura selezionano le ricette.

«A partire da quelle più semplici anche, che una donna che lavora o sta fuori casa per otto o dieci ore al giorno può permettersi di preparare velocemente» dice Alice. Perché buttare via il pane dispiace sempre. La crisi non c'entra: è un'abitudine antica, quasi un tabù. «Se c'è del pane avanzato, la mattina non si ricompra. Vale un po' per tutti ed accade sempre più spesso», raccontano le ragazze. Forse è una questione anche di dieta alimentare nel tempo cambiata. Per questo di pane se ne consuma di meno, anche in Italia, e un chilo o mezzo chilo non si finisce in un giorno.

Sta di fatto che prima di gettarlo via, tutti ci pensano due volte. Loro in negozio lo portano ai contadini che hanno animali. In città arriva a volte ai canili.

Ma se volete utilizzarlo in cucina potete dare un'occhiata alle prime ricette proposte dalle due negozianti sul sito della Pro Loco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera