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Sette "assessori ombra" cinesi La console: pronti all'autodifesa

Sette "assessori ombra" cinesi La console: pronti all'autodifesa

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Sette assessori-ombra per migliorare l'integrazione dei cinesi a Prato. Parte da qui l'ultima scommessa per l'immigrazione. Il gruppo è stato scelto dall'ambasciata della Cina a Roma, tra immigrati di seconda generazione. Dovranno occuparsi di progetti specifici in tema di sanità, rifiuti, criminalità, rapporti tra imprese ed enti italiani, associazionismo italo-cinese, fiscalità, igiene. Tra loro c'è anche un avvocato. «E' un gruppo di contatto che ci è stato presentato dalla diplomazia cinese ufficiale, la quale lo ha ufficialmente investito dell'incarico - hanno spiegato il sindaco Roberto Cenni e il presidente della Provincia Lamberto Gestri - Farà da interfaccia fra le nostre istituzioni e lo Stato cinese tramite l'ambasciata a Roma. Li conosceremo nei prossimi giorni». Tra i progetti discussi nel vertice, a cui ha partecipato anche il prefetto di Prato, Maria Guia Federico, ci sono anche piani di comunicazione in cinese per illustrare leggi e normative italiane, iniziative culturali, la ripresa di un vecchio accordo per un centro di ricerca scientifica e lo studio di eventuali investimenti di aziende cinesi a Prato «purchè - ha specificato il sindaco Cenni - siano orientate a realizzare prodotti di alta qualità, e non a basso costo, come invece avviene ora, magari con il recupero di produzioni di antica tradizione cinese come la seta». «In realtà come ente - ha agginto Cenni - miriamo, attraverso queste iniziative, a erogare servizi cui corrisponda una contropartita in termini di tassazione nazionale e locale da parte delle imprese cinesi; la non legalità, anche per colpa della crisi, non favorisce l'integrazione». All'incontro in Comune era atteso il presidente della Toscana Enrico Rossi, ma non ha potuto partecipare perchè impegnato nella seduta odierna del Consiglio regionale. Lo stesso Rossi, spiegano fonti vicino alla presidenza regionale, ha comunque scritto una lettera riservata a Ding Wei scusandosi per l'assenza e proponendo un successivo incontro sulla «questione cinese a Prato» da tenersi a Firenze, a Prato o a Roma. «Inviteremo i nostri connazionali a essere più consapevoli dei rischi che corrono a portare dietro denaro contante e anche a essere pronti all'autodifesa». Così la console della Repubblica Popolare Cinese a Firenze, Zhou Yunqi, riferendo parte dei contenuti del vertice tenuto nel pomeriggio tra l'ambasciatore Ding Wei con il sindaco Roberto Cenni e il presidente della Provincia Lamberto Gestri dove è stato stilato un programma di iniziative finalizzate all'integrazione della comunità orientale.

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