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L'ambasciatore cinese a Prato: accordi e scambi di doni

L'ambasciatore cinese a Prato: accordi e scambi di doni

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PRATO. «Il vostro sindaco è molto potente: appena mi ha invitato io ho deciso di essere qui, a Prato dove c'è la comunità cinese più numerosa in Italia»: anche con questa battuta l'ambasciatore della Cina in Italia Ding Wei ha motivato la sua visita ufficiale nella città tessile dove sta incontrando il sindaco Roberto Cenni, il presidente della Provincia Lamberto Gestri, il prefetto Maria Guia Federico, più altre autorità. Ding Wei ha anche aggiunto che «sono a Prato perchè la nostra console a Firenze mi ha detto che Prato è più importante di Roma per presenza di nostri connazionali». Prima di avviare una riunione riservata con le istituzioni locali c'è stato uno scambio di doni. Il Comune di Prato ha donato all'ambasciatore cinese un libro dedicato all'archeologia industriale nel distretto e un altro libro sulla storia del Palazzo comunale. La Provincia ha donato un quadro raffigurante Palazzo Banci Buonamici. Ding Wei ha regalato al sindaco Cenni un'immagine fotografica del Colosseo, interamente colorato di rosso grazie ad un effetto speciale, con un ideogramma sovrimpresso sul monumento che tradotto significa «Amicizia cino-italiana». Al presidente della Provincia Lamberto Gestri è stato donato un servizio da thè in porcellana cinese, mentre il prefetto Maria Guia Federico ha ricevuto una riproduzione in bronzo di un risciò realizzato dalle forze dell'ordine cinesi. Ding Wei ha anche lasciato la sua firma sul libro d'onore del Comune di Prato accompagnata dalla frase «Che ci sia una buona speranza perchè i rapporti tra popolo cinese e popolo pratese siano improntati alla tranquillità e alla felicità». «Tra poco a Roma ci sarà la manifestazione per l'omicidio dei nostri connazionali. Mi auguro che sia un'iniziativa pacifica tramite cui tutti i partecipanti possano esprimere il proprio sentimento. I criminali hanno calpestato la dignità umana. Siamo sgomenti e scioccati». E' stato l'auspicio espresso dall'ambasciatore cinese Ding Wei. Rispetto alla rapina conclusa con l'uccisione di un padre e di una bimba cinesi, l'ambasciatore Ding Wei ha anche detto che «sia il popolo italiano che la comunità cinese in Italia hanno espresso subito la loro indignazione per questi delitti» e che «la parte cinese è molto grata all'Italia e alle sue istituzioni che svolgono le indagini per trovare gli assassini». A questo proposito Ding Wei ha citato il ministero degli interni, la prefettura e il comune di Roma. «Quest'impegno - ha aggiunto - dimostra che entrambe le parti, italiani e cinesi, hanno attenzione ai diritti umani».

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